Attualità
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01/07/2008 23:45

Antonello iniziò in un dammuso. Con la Rete. Era il 1992

di Redazione

Era il 1992, in un dammuso di vico De Naro, prospiciente a piazza Matteotti, erano in sei ad importare a Modica il movimento “La Rete”. Tra questi Antonello Buscema che iniziava da lì la sua carriera politica.
E’ il 2008, in piazza Matteotti, sono in tanti ad applaudire Antonello Buscema, Sindaco di Modica. Sono passati sedici anni e Buscema è passato dal militante di un movimento che oggi si chiamerebbe “rappresentante della società civile”, ad essere primo cittadino per volontà di 17009 modicani. Piazza Matteotti si è gremita per il comizio di ringraziamento. La musica di sottofondo è “l’isola che non c’è” di Edoardo Bennato, quella del “…forse è solo più pazzo di te” che ha contraddistinto la campagna elettorale del neo Sindaco. A prendere il microfono in mano è il vice Sindaco designato, Enzo Scarso, che, rispolverando il suo passato di anchorman, grida tra gli applausi: “Eccolo qui: Antonello Buscema, Sindaco di Modica”. Poi parla il deputato regionale dell’Mpa, Riccardo Minardo, colui il quale si definirà il “regista dell’accordo vincente”. E’ un Minardo a ruota libera, completo chiaro e cravatta blu. Racconta: “ero certo della vittoria sin da domenica mattina. Dopo aver votato, all’uscita del seggio – ha proseguito il deputato regionale – una colomba ha pensato bene di “colpirmi”. Ho chiamato Antonello e gli ho detto: “vinceremo!”.
Mi è capitata la stessa cosa nel ’96 quando fui eletto Senatore della Repubblica”. Minardo ha poi scherzato col pubblico: “non sentite? Da oggi a Modica c’è meno caldo, l’aria è più fresca, è diversa, è più libera!”. Sul piano politico ha poi assicurato che l’Mpa “è stato in questa campagna elettorale corretto. Da oggi sarà anche leale”. Chiusura di intervento con tono ironico: “Antonello non solo ha ricevuto il consenso della città, ma – ha detto Minardo – ha messo d’accordo anche San Giorgio e San Pietro”, l’ex Senatore infatti è “sangiorgiaro” mentre il neo Sindaco è, notoriamente, vicino al Santo Primo Papa. Poi è toccato al neo primo cittadino prendere la parola. Accanto non solo gli autonomisti, ma anche i maggiorenti del centrosinistra, dal deputato Roberto Ammatuna ad Antonio Borrometi. Tutti festanti. “Provo gioia – ha esordito – perché ho notato che tutti voi eravate contenti come se a diventare Sindaco fosse stato un vostro amico, un vostro fratello, un figlio. Grazie!” e via con l’applauso scrosciante.
“Adesso ci attende un compito difficile: conquistare il consenso, non comprarlo, anche di chi – ha detto – non ci ha votato”. Poi l’applauso della piazza è rivolto anche allo sconfitto, Giovanni Scucces. “Voglio ringraziare l’amico Giovanni – ha proseguito Buscema – e mi dispiace che la classe dirigente che lo ha lanciato non lo abbia sostenuto sino alla fine”. Buscema ha poi proseguito con i propositi: “Adesso parte la sfida. Sarò il Sindaco di tutti, ascolterò tutti, perché chi è convinto delle proprie idee è aperto anche ad ascoltare gli altri ed a mettersi in gioco. Nonostante questi numeri – ha proseguito rifacendosi al 65,79% dei consensi raccolti – non governeremo né con arroganza, né con spirito di autosussistenza né con spirito di rivalsa. Non sono sentimenti che si confanno al nostro essere”. L’ennesimo applauso lo raccoglie quando annuncia i primi “atti” da Sindaco: “Domattina per prima cosa visiterò il centro diurno per disabili. Successivamente la zona artigianale. Una grande città parte dagli ultimi e si fonda sulle imprese”. Il finale è da Antonello Buscema, uomo e credente: “Voglio condividere con voi questa riflessione, come in una grande famiglia. Sono convinto che tutto quanto sia accaduto da un anno e mezzo ad oggi, sia un disegno di Dio. Questo mi conforta e mi rende sereno nell’affrontare questo nuovo impegno”. Dopo l’ultimo applauso il via ai fuochi pirotecnici ed agli abbracci. Sul palco sale anche la moglie di Buscema, Claudia. Il loro abbraccio è ancora scandito dal battimani della piazza. Poi tutti si spostano in via Grimaldi, per una festa a suon di musica e sangria. E’ una festa collettiva, qualcuno scriverà sugli spazi dedicati alle locandine del cinema: “Antonello sei il nostro Obama”.

     Intanto, tra le tante chiamate al cellulare di Antonello Buscema, nel primo pomeriggio di ieri è giunta anche quella del “competitor”, Giovanni Scucces. “Volevo solamente complimentarmi con te ed augurarti buon lavoro” ha detto Giovanni Scucces, che, per un commento a “freddo” del voto, attende l’incontro dei maggiorenti della coalizione in programma per metà settimana. “E’ chiaro comunque – ha ribadito Giovanni Scucces – che abbiamo sofferto il calo dei votanti, in quanto è noto come l’elettorato di centrodestra sia meno avvezzo a tornare alle urne per il ballottaggio”.

     Si susseguono anche le reazioni delle parti politiche. Il coordinamento provinciale del Partito Democratico, per bocca del coordinatore, Pippo Digiacomo, ribadisce il “risultato splendido di Modica che – dicono dal Pd – traccia una nuova prospettiva di rilancio per il partito in provincia”. Voci fuori dal coro quella dei coordinamenti provinciali di Verdi e Rifondazione Comunista. “Buscema avrebbe vinto anche da solo – dice il segretario del Prc, Marco Dimartino -. E’ mancato un po’ di coraggio. Credo che adesso però l’accordo con l’Mpa sarà il vero rischio per questa amministrazione”. Simile anche il commento dei Verdi: “Modica ha scelto una persona dall’alto profilo morale – dice il coordinatore provinciale Santo Santaera -. Non forniremo collaborazione all’Mpa, che porta in sé i virus che hanno condannato Modica a diventare esempio di comunità malgovernata”.

     Giorgio Caruso