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Premio Ciccio Raffa a Vittoria, è la quinta edizione

Il 27 luglio la premiazione, alle ore 21,30, presso gli impianti sportivi del Kamarina beach sport

Premio Ciccio Raffa a Vittoria, è la quinta edizione

 Vittoria - Il premio “Ciccio Raffa”, in memoria del padre, dello sportivo e dell’ educatore, giunto alla quinta edizione, dopo aver esaltato il fair play, i valori, la buona educazione nello sport e nella vita, cambia direzione e si appresta a celebrare il ruolo dell’insegnante. Un ruolo che la emergenza sanitaria, le restrizioni e la Dad paradossalmente hanno reso più tonico, nuovamente centrale nel dibattito educativo, splendente di luce propria come non accadeva da decenni.

L’occasione buona, propizia, che i componenti il comitato scientifico del “Ciccio Raffa” (Sonia Baglieri, editrice, Arturo Barbante, docente in pensione, artista, Angela Riolo, dirigente scolastica in pensione, Giuseppe Raffa, pedagogista) non si sono fatti sfuggire accedendo i riflettori sugli insegnanti iblei che durante l’anno e mezzo pandemico si sono distinti, assieme a tanti bravi colleghi, per passione, assertività, dedizione, eccellente conoscenza dei processi in atto tra i nativi digitali. Docenti attenti, appassionati, abili nel far scattare con l’allievo quella che Recalcati definisce “erotica dell’insegnamento”.

Docenti che hanno anche manifestato particolare disponibilità nel comunicare con studenti e famiglie, che hanno studiato e compreso il mondo delle tecnologie. I sette prescelti più uno, che riceverà un premio speciale, saranno insigniti del prestigioso riconoscimento giorno 27 luglio, alle ore 21,30, presso gli impianti sportivi del Kamarina beach sport, siti lungo la riviera Lanterna, a Scoglitti, nel corso di una apposita cerimonia coordinata dalla giornalista Giada Giaquinta.

Con un solo obiettivo, rimettere al centro del villaggio educativo la figura dell’educatore. Come negli anni Sessanta e Settanta. Come ai tempi di Ciccio Raffa, padre, sportivo, insegnante elementare senza laurea, che però tutti chiamavano “prof” quasi a volerlo promuovere sul campo per l’autorevolezza e per il peso specifico della sua professione. Tempi in cui il rapporto scuola famiglia era ottimale perché basato sulla condivisone educativa e sulle reciproca stima. Oggi tra genitori e docenti vige la massima conflittualità. Serve un nuovo, vecchio insegnante per il bene dei ragazzi, molti dei quali soffrono di nuovi disturbi, quelli causati dal Covid. Naturalmente occorre un nuovo patto educativo tra scuola e famiglia. Un’intesa basata sulla fiducia reciproca, su una nuova responsabilità delle famiglia e sul rilancio della figura dell’insegnante. Un docente abile nel lavorare sullo sviluppo della personalità degli alunni, bravo nel condividere con loro e con i genitori gli obbiettivi delle attività, che dia spazio alle emozioni della classe, senza tralasciare il rispetto, l’organizzazione, le regole. Un uomo e una donna che sanno comunicare con gli alunni, che puntino a valorizzare i loro comportamenti positivi.


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