Attualità
|
04/07/2008 20:21

Aria condizionata a pagamento a Marina di Modica. E’ una cosa seria

di Redazione

I cartelli al supermercato di Marina di Modica sono tre, scritti dalla stessa mano, con lo stesso pennarello. Da destra verso sinistra, il primo: “Cercasi collaboratori per periodo estivo”; il cartello al centro: “Per norme igieniche si prega la gentile clientela di non entrare bagnata”; e a sinistra, finalmente, l’ormai famoso ammonimento: “Soffermandosi per più di quindici minuti in questo locale si prega di contribuire con euro 0,50 (per aria condizionata)”.
Fa discutere, e parecchio, la richiesta dell’esercente commerciale il cui supermercato si affaccia su una delle arterie principali di Marina di Modica, di una tassa sull’aria condizionata per i clienti che indugino per più di un quarto d’ora all’interno del locale.
Tanto più alla luce del fatto che questo è il secondo episodio in una settimana. Il precedente, altrettanto imbarazzante, è la richiesta di cinquanta centesimi fatta da un barista per riscaldare il biberon di un neonato. Sempre a Marina di Modica, a pochi metri di distanza dal supermercato in questione.
“I cartelli a Marina di Modica sono anche altri”, racconta un residente. Quali? “I cartelli lobbistici fatti dai proprietari dei locali a pianterreno, che da trent’anni gestiscono i pochi locali commerciali, ne sono monopolisti, tengono gli affitti altissimi, e hanno fatto scappare negli anni ottanta i tedeschi, e prima o poi  anche i modicani”.
Come li hanno fatti scappare? “Spennandoli. Una birra costava cinquecento lire per un modicano, mille lire per un tedesco. Quando si sparse la vece i tedeschi non tornarono più. Erano gli anni ottanta”.
La vicenda dell’aria condizionata a pagamento ha registrato la presa di posizione dell’Ascom provinciale, che si è detta a dir poco costernata: “La vicenda, diventata di pubblico dominio, dell’esercizio commerciale di Marina di Modica, in cui è stato esposto un cartello in cui si invitano i clienti al pagamento di un contributo per l’aria condizionata nella misura di cinquanta centesimi a testa nel caso in cui nello stesso negozio si prolunghi la sosta per oltre un quarto d’ora, impone delle riflessioni serie sulla direzione che il commercio ibleo è chiamato ad intraprendere”. A sostenerlo è il presidente provinciale di Confcommercio, Angelo Chessari, che così commenta l’episodio: “Mi viene da ridere, non per quello che è accaduto, ma per come si possa scrivere un cartello del genere. Non possiamo assolutamente condividere un atteggiamento simile nei confronti del nostro bene più prezioso che è l’utenza, la clientela. Dobbiamo, invece, cambiare completamente mentalità, attivare tutte quelle misure necessarie per concretizzare la soddisfazione totale di chi va ad acquistare della merce nei nostri negozi. Mi sembra che su tali aspetti occorra un confronto forte che cercheremo di avviare quanto prima per evitare che episodi del genere possano minare alla base la fiducia e la stima che la clientela ha generalmente nei confronti dei commercianti”.
“Tra l’altro – aggiunge Chessari – abbiamo ricevuto uno specifico invito da parte della Provincia regionale circa la predisposizione di una campagna in grado di mettere in evidenza i prezzi più convenienti nei vari negozi. Si vuole, quindi, assicurare una tutela ulteriore al consumatore. L’intesa in fase di stipula tra la nostra associazione di categoria e l’ente di viale del Fante si preoccupa di attivare un vero e proprio controllo sui prezzi, una sorta di freno a quello che può, invece, diventare un incremento indiscriminato dei margini di verifica. Cercheremo di fornire anche una risposta concreta al nostro cliente, al nostro consumatore”.