di Redazione
“Saiddu”, ovvero “who is”, “taliari”, cioè “to look”, “attorna”, di nuovo.
Dallo sciclitano all’inglese, passando per l’italiano. Un piccolo vocabolario a uso e consumo dei turisti che si trovino in visita a Scicli e abbiano come loro interlocutori persone anziane o di cultura popolare. E’ quello dato alle stampe, nell’ambito di una guida turistica autoprodotta grazie al sostegno di privati, da Cecilia Addone, una sciclitana d’adozione.
“Scicli night and day”, il titolo dell’opuscolo informativo, dove, oltre alle informazioni di carattere storico e culturale sulla città, ci sono i rudimenti della lingua siciliana nella sua versione sciclitana.
Così per i turisti che si trovassero “around and around”, a Scicli “pieri pieri”, c’è l’immagine del Cristo Risorto la domenica di Pasqua, mentre vagola per le vie del centro storico. A metà tra provocazione e ironia, la guida recensisce il museo del costume dell’associazione L’Isola in via Mormina Penna, e quello della cucina, offre testi bilingue in italiano e inglese, e, fatto da sottolineare, nasce senza contributo da parte degli enti pubblici.
Nella situazione di penuria di materiale informativo-turistico in cui ci si trova (soprattutto di quello gratuito), una boccata d’ossigeno per quei turisti che desiderano avere le informazioni essenziali, con la mappa della città e dei suoi principali monumenti, senza dover spendere soldi, per trovare risposta alla classica domanda: “where?”, “unni?”
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