di Redazione
PALERMO, 23 LUG L’odore dei soldi dietro San Domenico, il profumo dell’alloro al Giardino dei Giusti, il sentore pungente dell’uomo o della donna in piazza della Vergogna. E ancora, l’odore di morte in piazza Croce dei Vespri, regno del Gattopardo; la puzza del pesce affumicato alla Cala; il richiamo alla polvere da sparo in piazza Marina, dove avvenivano le esecuzioni capitali, i fiori e la frutta succosa tra i tombini di piazza Bellini e i mercati, persino la lavanda sui clochard… Peter De Cupere lavora con gli odori siano essi profumi o puzze da diciassette anni, da quando bambino, la madre lo iniziò all’arte di “ascoltare” ciò che solletica il naso. Da allora Peter ha girato il mondo, le sue performance legate all’olfatto, hanno intrigato il pubblico di Londra, Amsterdam, Parigi, Buenos Aires, ma anche san Gimignano e Saturnia. In ogni luogo l’artista belga giunge, esplora, visita, annusa: e trae dal suo personale bagaglio (inesauribile) di boccette ed essenze, quelli che ritiene siano gli odori degli spazi, in negativo e in positivo, per assonanza o per dissonanza. “Non è detto spiega Peter De Cupere che un posto debba avere per forza un buon profumo; come non è sicuro che un cumulo di immondizia debba avere un cattivo odore”. Le assonanze sono la forza di questo strano tipo che riesce a far risvegliare ricordi alla Suskind o le madelaine proustiane. La sua performance palermitana sarà sabato 25 luglio, dalle 10 alle 22 (partecipazione gratuita), nel centro storico di Palermo, cuore del progetto “5 Piazze 5 sensi”, pensato per il Festival I Art dalla curatrice Chiara Canali: un percorso che inizierà da piazza Pretoria e condurrà alla scoperta della città antica.
Cinque tappe importanti con altrettanti “totem” a spruzzo più altri punti olfattivi contraddistinti da un segnale adesivo rosso il percorso: piazza Pretoria, piazza Bellini, piazza Sant’Anna, piazza Croce dei Vespri, Giardino dei Giusti, piazza Marina, Villa Garibaldi, la Cala, piazza San Domenico e piazza Bologni ; un totale di 30/40 punti di “naso” che il pubblico potrà gestire come vuole, riservandosi la sorpresa di scoprire l’odore. “A Palermo ho lavorato molto sui contrasti spiega ancora De Cupere E’ una città meravigliosa, piena di colori e suoni, e sono loro a portare verso gli odori penetranti degli angoli e dei vicoli. Parto da specifiche tecnologie che “scompongono” gli odori e li ricreano in laboratorio: è possibile racchiudere in una boccetta, il profumo di una donna, di una pistola, di una banconota, persino dell’amore o della sete”. De Cupere ne ha individuate finora una trentina (23 profumi e 7 odori non gradevoli) ma non è escluso che ne aggiunga altri in corsa.
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