Cultura Cinema

Mister Max sindaco di Modica

Presentato il bel film di Luca Scivoletto

Modica - Qual è la vera identità di Modica?

Parte da questa domanda “Max”, il film di Luca Scivoletto su Mister Max presentato il 20 agosto nell’atrio di palazzo San Domenico a Modica (patrocinio del Comune e di Bonajuto).

“Siamo i discendenti di una dinastia spagnola o gli eredi di un popolo di contadini e di allevatori?”, chiede Luca Scivoletto al numerosissimo pubblico che in silenzio ha seguito i 52 minuti di mediometraggio.

“Dal 1996 in poi (dal Settecentenario della Contea, ndr) siamo rimasti frastornati sulle origini della nostra comunità: cosa siamo? Di chi siamo figli?”

Il lavoro su Mister Max è l’intuizione geniale di Scivoletto sulla vera cifra identitaria di Modica. “In un’epoca in cui le comunità fanno retorica autoreferenziale su ciò che sono, o su ciò che pensano di essere, ho deciso di rintracciare il vero volto di Modica partendo dalla realtà, dalle cose inoppugnabili”.

80 mila dischi venduti nel 2000, con l’album “La Bomba” sono o non sono un fatto?

Sì, lo sono, ma la Modica perbenista e benpensante non può abbassarsi a dare credito a Massimo Giuca, in arte Mister Max.

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Chi meglio di lui merita un Premio alla Modicanità?

“Mister Max è il nostro cappero – dice Luca-, la cosa più genuina che Modica abbia prodotto negli ultimi venti anni”.

Più vera del cioccolato, più vera del barocco.

Il cantante di parodie, i cui testi paradossali e dissacranti sono diventati tormentoni di grandi e piccini, è stato sempre snobbato, dagli intellettuali, ma anche dalla borghesia piccola piccola, che canta Mister Max, ma si vergogna di ammetterlo.

Ne abbiamo già scritto su questo sito, a proposito di Totò e di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Premesso: absit iniuria verbis.

Ma l’intelligentsia culturale della sinistra, detentrice del sapere, snobbò, in vita, i tre grandi del cinema italiano. Pierpaolo Pasolini, tra lo stupore dei colleghi uomini di cultura, recuperò i tre definendoli “quella cosa lì: una forza della natura”.

Scivoletto, lo ribadiamo, non vogliamo accostare fatti e personaggi così lontani, con spirito pasoliniano ha capito che Mister Max è “quella cosa lì: una forza della natura”.

Ed è singolare che il coprotagonista del film, il modicano Michele Armenia, docente di lettere classiche al Classico, si accosti a Mister Max dicendogli sostanzialmente: “Tu sì che dici cose di sinistra”.

C’è un po’ di Nanni Moretti e un po’ di Pierpaolo Pasolini nel racconto della periferia modicana, il quartiere Sorda figlio del caos, della perdita di identità dei modicani di Modica Alta, comunisti, presi di peso e traslocati dentro l’anonimato degli appartamenti del Bronx, mentre Modica la bassa, sorniona, snob e democristiana, assiste alla transumanza di concittadini da un calle all’altro.

Cosa è Mister Max? E’ il paradigma della subcultura. No, è cultura. Cultura popolare.

Michele Armenia con lucidità coglie nel segno quando davanti a un carrozzone che vende musicassette, o panini con wurstel, poco importa, afferma che il moralismo della Sinistra italiana ha fallito, superato dalla dissolutezza dei costumi del Premier, che in questo ha interpretato le pulsioni profonde del suo popolo: tutti vorremmo essere ricchi, circondati da donne, come Berlusconi.

La società italiana è cambiata, a una velocità che gli intellettuali non hanno saputo inseguire: vota Berlusconi e ascolta Mister Max.

Lo fa in segreto, con pudore, ma rifiutarsi di cogliere i fenomeni popolari significa essere sorpassati dalla storia, a sinistra.

Due note tecniche sul film: non sempre la fotografia è all’altezza. Le riprese in interno, senza faretto, realizzate in maniera sin troppo artigianale, lasciano perplessi. E anche il montaggio, a tratti, ha tagli bruschi e di sapore televisivo più che cinematografico.

Per il resto, un’opera meritoria, che antepone il materiale all’immaginario. La società non è quella che immaginiamo o raccontiamo: il barocco, il cioccolato, gli spagnoli, i normanni. La società è.

E’ quella di Mister Max, degli 80 mila dischi venduti in un anno, dischi di musica e parole modicane, è la società che vota Berlusconi, che va a letto alla Sorda, ma è nata a Modica Alta.

                                                                             Giuseppe Savà

http://www.youtube.com/watch?v=JekE409aTds

Da sx, Michele Armenia, Luca Scivoletto, Massimo Giuca. Sotto, il pubblico del film

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