Cultura Festival Nazionale del Viaggio in bicicletta, Siena

Biciclitudine

La solitudine del ciclista in esplorazione

Ho percorso la via delle stelle
e visto quella del vento,
ho pedalato nelle infuocate mesetas e sul freddo e brumoso Cebreiro,
ho conosciuto l'amor perduto
e quello mai perso.
Solo con me stesso sono stato parte di qualcosa.

In bicicletta si è sempre da soli e la pratica del viaggio: è per solitari. Anche in insolita compagnia, i pensieri sono l’unica comitiva. Pensieri rotondi come le ruote. Niente spigoli, solo affettuose meditazioni che rotolano sul terreno misterioso delle nostre introversioni. Il pedalare influisce sul carattere, condiziona il pensiero, è – nel suo rigore - disciplina di vita. In un viaggio di scoperta, l’io narrante esplora territori sconosciuti è si imparenta con gesti di genti lontane, con le loro abitudini ed è pronto ad innamorarsi dietro ogni angolo di strada percorsa.

Il viaggiatore solitario in bicicletta, come un cacciatore di sensazioni, visita i siti celebri, ma non si accontenta dei luoghi comuni: spalanca gli occhi e si apre alle meraviglie della natura. Natura che percorre con devoto rispetto, diventando ogni volta parte di essa.

Il viaggiatore solitario possiede una speciale limpidezza del suo sguardo e grazie ad esso che riesce a vedere quanto in tanti non si accorgono. Analizza di quanto silenzio sia piena la natura, il cielo di uccelli, le strade di innamorati.

Il video 

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Ellj Nolbia

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Foto di copertina, “Scatti ciclabili”, 2009; per gentile concessione di Giulia Berardi di MicroMosso di Firenze


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