Cultura Ragusa

Catarella: Camilleri scriverà per me

Parla Angelo Russo

Ragusa - E' a tutti gli effetti Catarella, anche se in realtà all'anagrafe fa Angelo Russo, nato a Ragusa il 21 ottobre del 1961. Andrea Camilleri nei suoi libri ha ideato un poliziotto un po' surreale, divertente, buono, leggermente sopra le righe, fin troppo puro per il mondo sporco con cui si trova a fare i conti quotidianamente, Angelo Russo gli ha dato la voce e le movenze e Catarella ha preso vita. Fino a diventare un inseparabile compagno di lavoro di Montalbano, nonostante la sua proverbiale goffaggine e le sue uscite regolarmente inopportune.
«Ho costruito Catarella leggendo i romanzi di Camilleri - spiega l'attore mentre è in macchina, in viaggio verso Scicli - Con la mia voce da imitatore e le mie movenze particolari è diventato poi il caratterista che è oggi. Ma sia chiaro è stato Camilleri a creare un personaggio che mi ha fatto conoscere in tutto il mondo».
Si ricorda come è andato il provino?
«Certamente che lo ricordo. Ero a Ragusa, all'Hotel Terraqua, mi chiamarono per due ruoli: avrei potuto avere o la parte di Catarella, che sarebbe stato poi presente in tutte le puntate della serie o quello di una guardia notturna. Vista la mia testardaggine, ho puntato direttamente sul personaggio più difficile, quello che pensavo non avrei mai potuto fare, Catarella».
E l'hanno presa subito?
«Al primo impatto, mi sono bastate poche battute. Ho convinto sia il regista che il produttore, Carlo Degli Esposti. Il ruolo è tuo, mi hanno detto insieme».
Come le è cambiata la vita dopo quel giorno?
«Catarella mi ha dato molte soddisfazioni, mai avrei immaginato di essere conosciuto in tutto il mondo».
E non ha paura di finire imbrigliato sempre nello stesso ruolo?
«Io non credo a quelli che dicono di temere l'immedesimazione nel personaggio. Un bravo attore deve essere in grado di far suo il personaggio che interpreta, io non mi ritengo un bravo attore, ma un buon caratterista e diciamo che alla fine sono riuscito a camminare con le mie gambe».
Quando ha iniziato immaginava che il suo personaggio avrebbe conquistato un così grande successo?
«No, assolutamente, veramente non me ne rendo conto neanche adesso».
Quindi non si è ancora abituato alla fama?
«In Sicilia si dice che chi nasce tonno non può morire pesce spada. Se sei una persona tranquilla, senza smanie di successo, che non sgomiti e non vivi per la fama, non ti puoi montare la testa anche se qualcuno ti riconosce per strada o ti fermano per chiederti un autografo. Io non sono così, credo nei valori dell'amicizia e della vita».
Lei si riconosce in Catarella e nei suoi stessi valori?
«Quando mi hanno dato il ruolo di Catarella mi hanno chiesto di non farne un semplice poliziotto che indossa la divisa, ma un personaggio pulito e genuino. E così l'ho fatto. Catarella è un sempliciotto che crede fortemente nella divisa, capace persino di mettersi a piangere quando qualcuno dà dei "cornuti" ai poliziotti. Mi assomiglia molto, non mi è venuto difficile interpretarlo».
Ormai lei indossa più spesso la divisa, che gli abiti normali…
«La polizia di Stato mi ha adottato, tanto è vero che ora sono in macchina con loro diretto a Scicli per girare uno spot per la festa della Polizia di Stato che si terrà il 21 maggio. Ringrazio molto il questore di Ragusa Filippo Barboso che mi ha concesso l'onore di essere loro ospite».
Conosceva Andrea Camilleri prima di interpretare Catarella?
«Avevo letto due suoi libri. L'ho conosciuto poi in questi anni».
Tornerà presto sul set per le nuove e attese puntate di Montalbano?
«So che stanno preparando altre quattro puntate, le riprese sono previste nel 2012. E poi io ho firmato una opzione con la casa di produzione Palomar per fare trenta puntate di Le avventure di Catarella».
Quindi Catarella diventerà il protagonista di una fiction tutta sua?
«Così pare, so che gli accordi tra la Rai e la casa di produzione sono già molto avviati. Le puntate dovrebbe scriverle lo stesso Andrea Camilleri e la regia dovrebbe essere di Alberto Sironi, lo stesso che ha girato Montalbano. Dovrebbero essere incentrate su Catarella che si ritrova a risolvere delitti non solo in Sicilia, ma anche a Roma o Milano. Credo che la realizzazione di questa serie dipenderà anche da come andranno le prossime puntate di Montalbano».

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