Attualità Modica

92esimo dell’ Eccidio di Passo Gatta

I fatti del 21

Modica - Il 92° anniversario dell’Eccidio di Passo Gatta ( 29 maggio del 1921) è stato celebrato ieri con una cerimonia promossa dall’amministrazione comunale e da CGIL,CISL,UIL.

Dal concentramento di Piazza San Giovanni si è formato un corteo che ha raggiunto prima la lapide, in ricordo delle vittime, cadute per mano fascista nel corso di una manifestazione di protesta di contadini e braccianti,  dove  i sindacati hanno deposto una corona d’alloro. Il Cortei  ha poi  raggiunto lo slargo sotto la statua dove sono stati tenuti i discorsi ufficiali. Tra questi una testimonianza. Quella di Rosario Zocco, 99 anni ben portati, che lucidamente ha narrato quella tragica giornata così come nei ricordi di un bambino di sette anni. Descrivendo il corteo dei lavoratori che saliva da Passo Gatta, dove era stato tenuto un comizio lontano dalla Città, con gli squadristi fascisti, che difendevano gli interessi dei latifondisti, ad attenderli sulla sbocco di Via Roma. Dopo varie fasi convulse, in cui le forze dell’ordine non riuscirono a mantenere l’ordine pubblico, furono sparati diversi colpi di fucile e da lì si diede inizio ad una carneficina.

Sulla strada rimasero i corpi di quattro manifestanti (sette compresi quelli che moriranno in seguito alle ferite riportate) e un numero imprecisato di feriti.

A cadere sotto i colpi dei proiettili  furono Vincenzo Carulli, di 21 anni, comunista; Raffaele Ferrisi, 33 anni, socialista; Agostino Civello, contadino di 42 anni; Rosario Liuzzo, contadino, di 22 anni. Il numero dei feriti fu maggiore, ma molti manifestanti evitarono il ricorso alle cure ospedaliere per non essere identificati dalla polizia attraverso il referto dei medici. In seguito alle ferite riportate morirono anche F. Caccamo, C. Geloso, L. Azzarelli. Il processo per omicidio plurimo riguarderà l’uccisione di sette manifestanti. La sentenza assolse tre imputati. La mano assassina ancora oggi non ha un nome. La strage è rimasta impunita.

Enzo Campioni in nome di CGIL,CISL,UIL ha contestualizzato quell’avvenimento che segnò la contrapposizione tra l’avanzata socialista in città ( peraltro il PSI aveva conquistato il Sindaco e la maggioranza consiliare) e gli arbori del movimento fascista che a Modica era legato ai grandi proprietari terrieri che difendevano le loro posizioni a scapito dei braccianti e del contadini rimasti inoccupati con le famiglie da sfamare. Il paragone con la situazione economica di oggi non è breve ma significativa per i dati della disoccupazione giovanile.

Però è sintomatico come i grandi momenti di crisi si riciclano storicamente segnando le epoche con le soluzioni che tardano, sempre, ad arrivare.

Sui valori del lavoro, della democrazia che nascono nelle coscienze di ognuno e alimentate dai tragici fatti del 1921 si è soffermato il Sindaco, Antonello Buscema, che individua nella memoria dell’Eccidio di Passo Gatta uno dei momenti più tragici vissuti dalla Città ma dalla quale le giovani generazioni, a partire dalle scuole, devono trarre insegnamento.

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La politica ha il compito alto di perpetuare il ricordo perché anche questo Eccidio è nelle identità della Città che suona ancora come monito per la ricerca della giustizia, della verità per le vittime cadute per il lavoro e per un anelito di democrazia. Una corona d’alloro è stata poi deposta dall’amministrazione alla statua in memoria dei caduti.

Mercoledì 29 maggio scorso nella chiesa di San Nicolò, il sindacato ha organizzato per gli alunni della scuola media “De Amicis” di Modica Alta la drammatizzazione di quell’Eccidio con una perfomance dell’attore e regista Enzo Ruta.

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