di Redazione
Gli asili nido contro il Magistrale. Non è una partita di calcio, ma la tensione che si registra a Scicli da quando c’è il timore che la progressiva riduzione dei servizi sociali porti al taglio del tempo prolungato per i bambini dei due nidi comunali, quello di via Colombo e quello di via Pietro Nenni.
I quasi quattrocentomila euro che il Comune spende per la gestione “in house”, come si dice oggi, di una scuola superiore, la cui competenza è dello Stato, porta le vittime dei tagli, quelli attuati e quelli in vista, a protestare. “Io e mia moglie siamo due impiegati statali –spiega un genitore- e in due anni abbiamo visto aumentare del venti per cento la retta, e oggi paghiamo il massimale. A fronte di ciò ora sentiamo che c’è il rischio che i nostri bambini non possano essere ospitati fino alle sedici al nido. E chi come me e mia moglie lavora? Come facciamo ad assentarci?” Un altro genitore è più caustico: “E’ stata soppressa l’assistenza domiciliare agli anziani, il Centro per persone con differenti abilità di Donnalucata è chiuso. Perché i nostri politici, anziché iscriversi al Magistrale non vengono a fare i volontari all’Anffas? E allora il Comune ceda questa scuola allo Stato e con i quattrocentomila euro l’anno ripristiniamo i servizi sociali”.
L’assessore al ramo, Mario La Rocca, sostiene che il primo ottobre il tempo prolungato partirà regolarmente, nonostante una diversa comunicazione diramata dall’ufficio comunale.
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