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26/04/2026 22:36

ASP Ragusa, affidamenti e assunzioni: i figli di dirigenti lavorano nelle aziende fornitrici

La parentela? Una semplice, elegante casualità.

di Gabriele Giannone

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Ragusa – Le porte della pubblica amministrazione si chiudono per le selezioni finite tra le polemiche, ma si aprono quelle delle aziende che per la pubblica amministrazione lavorano.

All’interno dell’ASP di Ragusa si registrano fatti che ci limitiamo a raccontare.

Non assunzioni dirette e senza concorso negli uffici pubblici, ma inserimenti silenziosi nelle società private che ricevono incarichi, consulenze e affidamenti milionari dall’azienda sanitaria.

Un sistema che, almeno formalmente, appare regolare. Gare pubbliche, procedure amministrative, affidamenti sotto soglia, proroghe tecniche, esternalizzazioni giustificate dalla necessità di rafforzare i servizi economico-finanziari, digitali e i progetti PNRR per la sanità digitale.

Ma dietro questa architettura amministrativa si muove un’altra vicenda. Una storia fatta di coincidenze troppo frequenti per essere ignorate.

Ma quale sarebbe il meccanismo, secondo la ricostruzione di Ragusanews?

 

L’ASP, nell’esternalizzare le sue molteplici attività, affida servizi di consulenza a società esterne: supporto ai bilanci, servizi informatici, digitalizzazione sanitaria.

Perché in alcune di queste società affidatarie vengono assunti figli e parenti di dirigenti interni all’ASP? Non sarebbe inopportuno visto che proprio quei dirigenti i contratti li firmano, li gestiscono o li autorizzano?

 

Formalmente è tutto legittimo.

 

Il caso più recente ha già fatto rumore. Solo poche settimane fa, l’ASP di Ragusa è finita al centro di una bufera dopo un’inchiesta pubblicata da Ragusanews.

 

Protagonista della vicenda è la figlia del capo del personale dell’azienda, l’avvocato Giovanni Tolomeo, arrivata seconda in una selezione per assistenti amministrativi alla quale avevano partecipato in un bando lampo, non pubblicato neanche sulla piattaforma Inpa come da previsione di legge, appena 14 candidati. Selezione poi invalidata dal direttore generale Giuseppe Drago per anomalie nella valutazione dei titoli e dei requisiti. Oggi quello stesso bando, rivisto e corretto, viene riproposto. Stavolta i candidati che partecipano sono 69, i componenti della commissione vengono rinominati nella loro quasi totalità.

 

Un episodio che sembrava isolato, ma non è cosi. Un esempio? Il caso Kernel srl, società attiva nei servizi di consulenza contabile e supporto alla redazione dei bilanci. La Kernel srl destina uno dei suoi dipendenti, il figlio del direttore amministrativo Massimo Cicero, al servizio informatico dell’azienda sanitaria. La retribuzione è di 1900 euro mensile. Perché distacca a Piazza Igea proprio quel dipendente?

Nella stessa azienda è stata assunta anche la figlia del segretario della direzione ASP, con un compenso di circa 1.328 euro per il solo periodo compreso tra il 12 e il 31 gennaio 2026.

Ma chi è davvero la Kernel? Quali rapporti economici intrattiene con l’ASP? La società, con sede legale a Siracusa, risulta partecipata al 100% da Home & Building Srl, a sua volta riconducibile alla LSG di Antonino La Spina & C. snc.

 

Lo schema si ripete anche nel settore informatico. La Ricca IT Srl, azienda destinataria di affidamenti per servizi digitali ed estensioni contrattuali sottosoglia con l’ASP, ha assunto dal 1° agosto 2025 la figlia del capo del personale Giovanni Tolomeo. Retribuzione: 1.805 euro nel solo mese di gennaio 2026. Anche qui, la figlia del plenipotenziario capo Dipartimento dell’Asp, viene distaccata a Piazza Igea, con tanto di postazione.

 

Lo stesso dirigente è già finito come detto al centro dello scandalo della selezione poi annullata e che, rimane saldo sulla poltrona dei settori nevralgici dell’azienda, settore personale e settore degli affari generali.

 

Anche in questo caso la domanda è la stessa: si tratta di una scelta meritocratica o di un sistema che utilizza il privato come scorciatoia per aggirare i vincoli del pubblico?

 

Ad ingarbugliare la vicenda e a renderla inopportuna sul piano etico, si inserisce una delibera controversa, la numero 125 del 25 gennaio 2025, relativa all’affidamento biennale del servizio di recupero risorse finanziarie su fiscalità IVA e IRAP.

 

Un affidamento da 140 mila euro, con possibilità di proroga, assegnato tramite richiesta di preventivo a due sole aziende: Aanext Srl e Deda Value Srl. Una gara senza gara? La procedura è semplice. Forse troppo. Solo due aziende invitate. Due offerte. Due proposte tecniche giudicate entrambe “conformi”. A fare la differenza è il prezzo: 4,3% contro 7%. Vince la prima, la DedaValue srl.

 

Se il compenso dipende dalle somme recuperate, non dovrebbe contare soprattutto il criterio di chi recupera di più? Se il compenso è legato alla percentuale sul recuperato, perché la delibera quantifica comunque una spesa biennale presunta di 140 mila euro iva esclusa, pari a oltre 170 mila euro iva compresa?

 

E qui cade una casualità. Massimo Cicero, direttore amministrativo dell’ASP di Ragusa, interviene come relatore il 26 marzo a Milano sul tema: “Best Practice – Tesori nascosti: ottimizzazione della fiscalità passiva a supporto di nuovi investimenti”, evento organizzato dalla Dedapulse. “Dedapulse” non è una società distinta, ma rappresenta il brand/area di business del gruppo Deda (Dedagroup) dedicato ai servizi per la pubblica amministrazione e al settore public services, di cui Deda Value Srl fa parte.

 

L’argomento è lo stesso: fiscalità passiva, IVA, IRAP e recupero di risorse finanziarie. Questo significa che il direttore amministrativo dell’ASP, che ha un ruolo centrale nella macchina amministrativa dell’ente, partecipa come relatore a un evento promosso dal medesimo gruppo societario che ha ottenuto l’affidamento del servizio fiscale dall’ASP.

 

Ovviamente tutto lecito, come è lecita la domanda sul perché il direttore amministrativo dell’ASP interviene come testimonial a un evento promosso dal gruppo che ha ottenuto l’affidamento.

 

E alla fine resta sempre la stessa rassicurante formula burocratica, quella che compare puntualmente in ogni delibera: “il presente atto è totalmente legittimo e utile per il servizio pubblico”.

Naturalmente è tutto regolare. Tutto trasparente. Tutto conforme. Meglio chiamarla sinergia pubblico-privato.

E forse è proprio questo il vero capolavoro amministrativo: riuscire a trasformare il sospetto in procedura, l’opportunità in sistema e la parentela in una semplice, elegante casualità.