La licenza del programma per la gestione del personale
di Gabriele Giannone
Ragusa – C’è una domanda che la delibera n. 1575 del 17 luglio 2026 inevitabilmente solleva. Non riguarda tanto i 110 mila euro dell’ultimo affidamento alla società Mondo EDP per la manutenzione del sistema informatico IRIS, quanto il percorso che ha portato l’ASP di Ragusa ad utilizzare, senza interruzioni, lo stesso ecosistema software da quasi trent’anni.
La storia inizia nel 1996, quando l’allora Azienda ospedaliera acquista la licenza del programma per la gestione del personale. Nel 2011 arriva l’estensione a tutta l’Azienda sanitaria provinciale. Da allora, una lunga sequenza di affidamenti aggiunge nuovi moduli: gestione economica, pensioni, presenze, assenze, visite fiscali, pianta organica, fondi contrattuali, buoni pasto, personale convenzionato, migrazione al cloud. L’ultimo tassello è il modulo dedicato alle “Ferie Solidali”.
Anno dopo anno, il sistema cresce. E con esso cresce anche la dipendenza dell’Azienda da un unico fornitore.
La delibera motiva il nuovo affidamento con l’articolo 76 del Codice dei contratti pubblici, quello che consente la procedura negoziata senza gara quando esiste un solo operatore economico in grado di fornire il servizio. La ragione è semplice: il software IRIS è proprietario, il codice sorgente appartiene esclusivamente a Mondo EDP e soltanto quella società può effettuarne manutenzione ed evoluzione.
L’ASP è arrivata, dopo trent’anni, in una condizione nella quale cambiare piattaforma è diventato praticamente impossibile.
Succede quando un’amministrazione investe per decenni sullo stesso software, aggiungendo continuamente nuovi moduli e personalizzazioni, il costo economico e organizzativo della migrazione diventa così elevato da rendere inevitabile il rinnovo con il medesimo operatore.
Nella delibera non emerge infatti alcuna valutazione sull’eventuale esistenza di piattaforme alternative, né un’analisi sui costi e benefici di una futura migrazione. L’unica attestazione acquisita è quella del Direttore dell’UOC Risorse Umane, Giovanni Tolomeo, che certifica come il sistema sia oggi “indispensabile” per la gestione del personale. Ma indispensabile non significa insostituibile. Significa soltanto che, allo stato attuale, l’Azienda non può farne a meno.
Il precedente contratto è scaduto il 31 dicembre 2025. Eppure la stessa delibera dà atto che il fornitore ha continuato a garantire manutenzione e assistenza “senza soluzione di continuità”, pur in assenza del rinnovo contrattuale. Solo nei mesi successivi viene avviata la procedura di affidamento che si conclude con la deliberazione del 17 luglio.
Anche qui le domande sono inevitabili. Perché non predisporre il nuovo affidamento prima della scadenza, trattandosi di un servizio essenziale e perfettamente programmabile? Su quale titolo giuridico è proseguito il servizio nei mesi intercorsi tra la scadenza del contratto e il nuovo affidamento?
L’importo dell’operazione – circa 110 mila euro IVA compresa – è quasi un dettaglio rispetto alla questione di fondo. Il vero tema è capire quale sia la strategia digitale dell’ASP di Ragusa.
Dopo trent’anni di utilizzo dello stesso sistema informativo, l’Azienda è ormai entrata in un circuito nel quale ogni nuovo modulo rafforza ulteriormente il legame con un unico produttore, rendendo di fatto impossibile qualsiasi confronto concorrenziale?
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