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22/03/2026 20:37

Asp Ragusa, prima annulla tre selezioni “illegittime”, poi encomia il capo del personale

La clamorosa marcia indietro dell'Asp di Ragusa.

di Gabriele Giannone

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Ragusa – Tre procedure cancellate dopo le polemiche, tra cui quella che ha per protagonista nientemeno che la figlia. Ma dopo le dimissioni dell’avvocato Giovanni Tolomeo, dirigente amministrativo e responsabile delle risorse umane, arrivano gli elogi ufficiali. Sembrerebbe un paradosso, ma è andata proprio cosi.

Prima tre procedure selettive di personal finite al centro delle polemiche vengono annullate. Poi, a distanza di pochi giorni, un encomio formale allo stesso dirigente coinvolto nella vicenda imbarazzante, dirigente che nel frattempo aveva rassegnato le dimissioni dall’incarico nelle mani del direttore generale dell’Asp.

Succede all’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, dove il caso delle selezioni del personale si trasforma in un cortocircuito amministrativo che lascia basiti.

Le selezioni sono state annullate dopo le criticità emerse anche a seguito di un’inchiesta giornalistica di RagusaNews che aveva portato alla luce le gravi anomalie della selezione dove era coinvolta proprio la figlia del dirigente.

Al centro delle polemiche, in particolare le procedure di selezione conclusesi senza la valutazione dei titoli, con una partecipazione estremamente limitata di concorrenti, i dubbi sulla pubblicità degli avvisi e soprattutto con una selezione alla quale aveva partecipato anche la figlia del capo del personale, il dirigente Giovanni Tolomeo.

Un insieme di elementi che aveva sollevato interrogativi sulla trasparenza e sull’imparzialità delle procedure al punto da imporre la revoca degli atti.

Bene, nel pieno della bufera mediatica, il dirigente amministrativo ha rassegnato le dimissioni dall’incarico. Un passaggio che sembrava chiudere una vicenda amministrativa segnata da polemiche e tensioni interne.

Ma è qui che il caso assume contorni ancora più sorprendenti.

In una nota ufficiale dell’azienda a firma, tra l’altro, anche del direttore amministrativo, lo stesso dirigente dimissionario viene descritto come autore di un’attività di gestione caratterizzata da “acclarate competenze” ed “elevata professionalità”. Roba da non crederci. E non solo. Nella comunicazione si invita esplicitamente lo stesso a rivalutare le dimissioni, riconoscendo il valore del lavoro svolto alla guida dell’ufficio risorse umane.

Un cortocircuito amministrativo.

Il risultato è un evidente paradosso: da un lato l’Asp annulla selezioni ritenute problematiche, legate all’area gestita dal dirigente, dall’altro, la stessa direzione ne certifica ufficialmente competenza e professionalità.

Un doppio registro che alimenta interrogativi sulla coerenza dell’azione amministrativa.

Allora, quale è il confine tra responsabilità amministrativa e riconoscimento professionale, quando le stesse procedure vengono prima annullate e poi, indirettamente, difese? C’è dell’altro?