La forza delle preghiere
di Vittoria Terranova
Pozzallo – “Una madre sa sempre cosa vogliono i figli, ancor prima che essi la chiedano, e la Vergine Addolorata ha ascoltato il cuore di quanti in questo mese si sono affidati a Lei per chiedere la liberazione dei marittimi trattenuti in Libia sull’Asso 22”. E’ contento padre Giovanni Bottarelli, parroco di Santa Maria di Porto Salvo, il primo posto dove venerdì sera è rimbalzata la notizia della liberazione dell’equipaggio del rimorchiatore.
“In chiesa è subito scoppiato un applauso tra i fedeli e ho visto tante lacrime e tanta commozione negli occhi dei presenti; adesso sarà una Pasqua più felice a Pozzallo”.
A casa di Salvatore Boscarino, stamattina, poco dopo la notizia della liberazione dell’Asso 22, è già arrivato un vassoio di carne di agnello pronta per festeggiare la Pasqua tutti attorno alla stessa tavola, e non come si pensava fino a qualche giorno fa. “Ho sentito mio fratello Salvatore una decina di giorni fa e non mi era sembrato tranquillo. Ora siamo tutti più sereni- ha detto Giovanni, fratello di Salvatore, anch’egli marittimo sbarcato pochi giorni fa.
Stamattina a casa Boscarino c’erano tanti parenti e amici per verificare di persona quanto letto sui giornali e sentito in tv.
“Abbiamo sperato e pregato tanto ma quando l’ho saputo non riuscivo a crederci”- confessa emozionata Rosaria Agnello Modica, moglie di Salvatore Boscarino. “Alle 22:30 Salvatore ha telefonato ma io non ero in casa, mi trovavo in chiesa, a Santa Maria di Porto Salvo, dopo la processione dell’Addolorata e ho appreso dal Vescovo Staglianò la notizia che gli ostaggi dell’Asso 22 avevano lasciato Tripoli e si stavano dirigendo in Italia. Ero incredula e senza parole. Sono andata subito a casa di Arena, uno dei due colleghi di mio marito sul rimorchiatore, e abbiamo iniziato a fare le prime telefonate che hanno confermato la liberazione dell’equipaggio”.
A casa Coppa, accanto alla mamma di Giorgio c’è la zia Maria Terranova che in questo mese è sempre stata accanto alla sorella “Era ora che li liberassero!” – esclama la zia commossa “Ho sentito Giorgio poco prima che lasciasse Tripoli e mi ha detto che stavano partendo per tornare a casa”.
A papà Salvatore invece Nino Arena, prima di salpare dalla Libia, non ha fatto in tempo a spiegare quello che stava succedendo a bordo “Papà non posso parlare. Ciao, ciao” ha detto Nino a suo padre che non vede l’ora di riabbracciarlo “Ti voglio bene. E’ la prima cosa che dirò a mio figlio. E poi gli chiederò subito di cambiare lavoro- sorride Salvatore Arena- anche se so già che sarà difficile. Nino ama il suo lavoro”.
Adesso che la vicenda si è risolta per il meglio, si è fatto un’idea di quando accaduto in questo mese?
“Ci sono tanti elementi poco chiari che aspetto di chiedere direttamente e mio figlio”
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