di Redazione
Ha dovuto sostenere l’accusa di furto aggravato e danneggiamenti. Alla fine il giudice monocratico del Tribunale di Modica, Giovanna Scibilia, lo ha, comunque, assolto per il fatto non costituisce reato.
Giovanni Giannì, 53 anni, sciclitano, difeso dall’avvocato Concetto Falla, era stato denunciato il 14 luglio del 2003.
Secondo la pubblica accusa, con più azioni criminose che avevano un unico obiettivo, al fine di trarne profitto, si sarebbe impossessato di un certo quantitativo di acqua che prelevava da un pozzo di proprietà di Giuseppina Agosta.
La donna aveva anche denunciato che il Giannì aveva deteriorato e poi tagliato, rendendola inservibile, una parte della rete di recinzione che era sistemata ai confini tra la sua proprietà e quella dell’imputato.
Accuse che, evidentemente, non hanno convinto il magistrato che, a termine della camera di consiglio, si è espresso per l’assoluzione dell’uomo.
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