di Redazione
Alla fine ce l’hanno fatta. Il centrodestra ibleo è riuscito nella titanica impresa di fare saltare gambe all’aria il CdA dell’ATO Ambiente, di lasciare una provincia sommersa dai rifiuti, di offrire un assist istituzionale speciale al centrosinistra, che coglie l’occasione di denunciare al Prefetto l’inefficienza di una classe politica che, per mere beghe di poltrone, rischia di mettere una provincia in ginocchio.
Un’impresa titanica, non c’è che dire; il mancato raccordo all’interno della CdL per scegliere il presidente di ATO Ambiente (Tuccio Di Stallo (Margherita) si è dimesso alla luce delle mutate geografie nelle amministrazioni comunali che, danno al centrodestra una netta prevalenza sull’altra parte) ha mostrato tutte le crepe di una coalizione che è sempre più un gigante dai piedi d’argilla.
Grandi numeri, tanti voti, consiglieri e sindaci a iosa, consiglio provinciale quasi monocolore ma, nei fatti, l’incapacità di dialogare senza che uno ponga ricatti all’altro.
E così salta il consiglio provinciale perché, dopo un mese e mezzo dalle elezioni, non si riesce a trovare un’intesa sui nomi dell’ufficio di presidenza e salta anche l’ATO Ambiente.
Ma se, nel primo caso, la cosa riguarda solo ed esclusivamente una questione politica, l’altro argomento è decisamente più grave.
Tre discariche su tre di questa provincia, sono sature o sul punto di esserlo; la gestione dei rifiuti è parecchio complicata di per se, ed ha già creato non pochi problemi fra i comuni perché che differisce in altrui discarica, spesso è debitore di ingenti cifre (caso limite Modica con Scicli), al punto da determinare interventi del prefetto per cercare di smussare angoli sempre più acuti. L’ATO Ambiente, sembrava essere l’unica via d’uscita. Sembrava, appunto…
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