di Redazione
Le città iblee potrebbero trasformarsi presto come quelle della Campania. Incombe, infatti, l’emergenza rifiuti, con le discariche ormai sature, mentre la politica continua a… latitare.
Ieri, infatti, è saltato il rinnovo della presidenza e del Cda dell’Ato Ambiente Ragusa, mentre il presidente Tuccio Di Stallo ha rassegnato le dimissioni, così come i componenti il Cda, Enzo Galazzo e Gino Cicciarella, con conseguente decadenza dello stesso organismo. Il sindaco di Scicli, Bartolomeo Falla, chiederà un incontro immediato al prefetto Ciliberti per rappresentare la drammatica situazione nel settore ambientale, mentre il vice sindaco di Comiso, Gigi Bellassai, e il vice sindaco di Vittoria, Salvatore Avola, solleciteranno alla Regione l’immediato commissariamento dell’Ato.
Il mancato accordo in seno al centrodestra, che riguardava, peraltro, anche presidenza e vice presidenza del consiglio provinciale, e a cascata, anche gli enti di sottogoverno, ha fatto saltare, dopo due ore di snervante attesa, l’assemblea dei sindaci che avrebbe dovuto procedere all’elezione dei nuovi vertici. Il sindaco di Chiaramonte, Giuseppe Nicastro, aveva, altresì, censurato l’indicazione di Giovanni Vindigni alla presidenza, fornita da An: «La materia è delicatissima – ci ha spiegato – ma di questo professionista abbiamo saputo solo dai mass media, non disponendo neanche di un curriculum!»
Nicastro è stato l’unico dei sindaci dell’area di centrodestra presente all’appello di Tuccio Di Stallo. Questi, ufficializzando le dimissioni, ha ammonito sulle conseguenze del nuovo rinvio (discariche a rischio chiusura, sanzioni ai Comuni per la raccolta differenziata, investimenti per 20 milioni a rischio).
Reazioni durissime, come accennato, sono venute dai rappresentanti dei tre Comuni di centrosinistra. Il sindaco Falla ha denunciato l’atteggiamento irresponsabile della Cdl, incapace di eleggere un Cda transitorio, in attesa dei nuovi consorzi tra Comuni, mentre Bellassai e Avola hanno etichettato come «vergognoso e indecente il passaggio odierno che sancisce una crisi istituzionale senza precedenti».
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