Attualità
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20/05/2012 13:13

Attentato di Brindisi, il prezzo del sangue

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Le povere vittime delle stragi di Milano, di Bologna, dell’Italicus ecc. sono rimaste invendicate e derise da sentenze beffarde

di Un Uomo Libero.

Melissa Bassi
Melissa Bassi

Madrid – Stamattina l’Italia si è svegliata colpita da un lutto assurdo, inutile. L’ennesimo della nostra storia repubblicana.

Le immagini, trasmesse dalla televisione, dei momenti successivi all’attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi erano drammatiche. Ho visto i ragazzi feriti a terra e il sangue, versato sull’asfalto, di chi non ce l’ha fatta e di chi sta lottando in queste ore disperate per farcela.

Immediatamente su tutti i media è venuta fuori la ridda delle ipotesi, il confezionamento, cioè, di stereotipati capri espiatori con la capitalizzazione politica di un dolore che è forse il vero attentato alla verità innescato dalla menzogna.

Tutti ora si chiedono “cui prodest”, a chi ha giovato, cioè, questa vile semina di morte.

E tremano nei palazzi del potere ricordando che in un tempo relativamente lontano cominciò così la lenta ribellione di un popolo e l’agonia di una Nazione.

Mafia, corona Unita e, perché no?, anche ‘ndrangheta e camorra hanno agghiacciato per ore e ore le ansie degli italiani tra piste internazionali e ipotesi fantomatiche e strane.

Il ministro dell’Interno Cancellieri, però, saggiamente anche a caldo lasciava capire di credere pochissimo in tali concitate elucubrazioni.

Chi ha collocato le bombole del gas sapeva che sarebbe stato difficile risalire a lui. Su questo pare che in molti siano d’accordo. Lo ha fatto utilizzando, perciò, un materiale comune e nuovo.

Gli esperti venuti da Roma sapranno darci -speriamo!- nei prossimi giorni qualche elemento in più sulla dinamica e sull’architettura del gesto.

Personalmente mi son fatto, come tutti, una penosa domanda retorica: “ Ma questo serve agli Italiani?”

Non serve sicuramente ai genitori della ragazza uccisa che piangono da stasera la loro gioia fatta cadavere.

Non serve ai ragazzi gravi che ricorderanno ferite che nessuno potrà rimarginare mai insieme alla domanda necessaria e terribile: “come mai io mi sono salvato?”

Non serve al popolo attonito che si vede preda incustodita di belve che hanno scambiato i valori della civiltà e della vita con altri valori, quelli della sopraffazione e della morte.

Le povere vittime delle stragi di Milano, di Bologna, dell’Italicus ecc. sono rimaste invendicate e derise da sentenze beffarde.

Antigone piange impotente sui loro corpi straziati che neppure la polvere del ricordo ha saputo difendere e custodire da una legge inetta e ingiusta ostinata nel negare loro anche dopo tanti anni una degna sepoltura.

Ed erano servizi deviati quelli che concepivano e realizzavano quelle mostruosità!

Ecco la vera paura delle menti esaltate. La nascita di una coscienza che potrebbe sradicare per sempre la mala pianta di un potere che si è equivocato e continua imperterrito a vivere di equivoci in una sfida temeraria e temporale.

La ferocia del gesto e l’intenzione stragista sono tipiche di una pazzia politica che attacca lo stato debole per scardinarlo dalle fondamenta. Sono armi segrete usate da minoranze fanatiche ma suggerite da chi, insospettabile, trama nell’ombra per mantenere e consolidare un potere a lui necessario.

Io non dimentico quella stagione di piombo che attraversò l’intera giovinezza della mia vita.

Per questo oggi ho di nuovo paura.