di Ansa
ROMA, 05 MAR E’ ancora allarme per i lavoratori
del mondo del turismo. Dopo la marcata ripresa del 2022, anche
per l’anno in corso si prevede un aumento dei flussi di turisti,
dall’Italia e dall’estero ma la crescita del settore, però, si
scontra sempre di più con le difficoltà di reperimento del
personale: per la Pasqua ed i mesi primaverili dei Ponti
periodi di picco della domanda è possibile stimare oltre 50
mila lavoratori ‘mancanti’ nelle imprese turistiche. A lanciare
l’allarme è Assoturismo Confesercenti, sulla base di
elaborazioni sul mercato del lavoro condotte da Cst.
Nel 2022 i pernottamenti nelle strutture ricettive italiane
hanno raggiunto quota 400 milioni e la tendenza appare
favorevole anche per il 2023 sia sul fronte del turismo interno
che da oltre confine. Una situazione paradossale: da un lato si
prospetta un aumento del volume della produzione e dei posti di
lavoro creati, dall’altro le imprese del settore continuano a
registrare carenza di addetti. La difficoltà nella ricerca del
personale ha assunto anzi un contorno ormai strutturale, che si
manifesta regolarmente già dagli anni prepandemia, ma che sta
diventando sempre più grave con la ripartenza del comparto.
“La questione della mancanza di personale nel turismo commenta
Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti ha
ormai raggiunto le dimensioni di una vera e propria emergenza.
Così è impossibile gestire i picchi di attività, in particolare
in alcune aree come la riviera romagnola. Ma problemi si
riscontrano anche in Sicilia e in Sardegna. elle prossime
settimane presenteremo specifiche proposte normative al ministro
del Turismo Daniela Santanchè e al ministro del lavoro Marina
Elvira Calderone”. (ANSA).
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