Attualità
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27/09/2023 17:17

Anche in Croazia agricoltori contestano import di grano ucraino

di Ansa

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Anche gli agricoltori croati,
dopo quelli polacchi e slovacchi, iniziano a lamentarsi che il
mercato locale è invaso dal grano ucraino, fatto che
contribuisce fortemente al prezzo di vendita dei loro prodotti.

   
Lo riporta la stampa a Zagabria, citando un coltivatore della
Slavonia, Petar Pranjić, portavoce di un gruppo di agricoltori,
secondo il quale in Croazia negli ultimi mesi sono apparse
grandi quantità di grano e di farina di provenienza ucraina.
Dopo che la Russia si è ritirata unilateralmente dall’accordo
sull’esportazione del grano ucraino e dopo che da settimane
bombarda intensamente l’infrastruttura portuale sul Mar Nero, il
governo croato ha aperto ad agosto i porti adriatici e quelli
sul Danubio per il transito del grano ucraino verso Paesi terzi.

   
Ma la cosa non si sarebbe limitata al solo transito: secondo le
denunce degli agricoltori, parte dei carichi di grano andrebbe a
finire sul mercato croato.

   
Il primo ministro Andrej Plenković ha invece negato che il
grano previsto per il transito e l’export verso Paesi terzi
confluisca anche sul mercato nazionale, cosa che sarebbe, a suo
dire, anche contraria all’accordo raggiunto quest’estate tra il
governo di Zagabria e quello di Kiev sul transito di cereali
tramite porti croati verso Paesi terzi.

   
Il ministero dell’Agricoltura di Zagabria ha confermato che
la Croazia continua a importare grano ucraino, ma in quantità
stabili, come anche in passato, prima dell’invasione russa e il
blocco dei porti sul Mar Nero. Nei primi sei mesi di quest’anno
e prima dell’accordo sul transito, stando ai dati di questa
fonte, la Croazia ha importato 65 mila tonnellate di cereali
vari, che rappresenta il 38% delle importazioni di questi
prodotti in generale, pari a un valore di 18 milioni di euro.

   
Per ora nessuno ha chiesto che anche la Croazia si unisca ai
Paesi dell’est europeo che hanno proibito l’importazione del
grano ucraino e il governo di Zagabria non starebbe considerando
provvedimento in questo senso.