Attualità Città del Vaticano

Anche Papa Francesco lascia Alitalia e passa a Ita

Il Papa non ha un aereo privato

Anche Papa Francesco lascia Alitalia e passa a Ita

Città del Vaticano - Ultimo viaggio di Alitalia col Pontefice. "Questo volo ha un po’ il gusto del congedo". Il Papa, parlava con i giornalisti in volo verso Budapest, il 12 settembre, ultimo volo di andata con un aereo Alitalia. Il Vaticano passa, così come tutti gli italiani, a Ita. Molti pensano che il Papa abbia un aereo privato, ma non è così. 

Dal 1964 Alitalia è stata la compagnia di riferimento della Santa Sede per i viaggi apostolici all’estero. Al ritorno di solito il collegamento è operato dal vettore di bandiera del Paese oggetto della visita. Sulla pista di Fiumicino c’è sempre pronto un aereo di riserva nel caso dovessero sorgere problemi con quello assegnato alla delegazione.

Come si chiamano i voli papali?
Il loro codice è sempre lo stesso, non importa la destinazione: AZ4000. Si tratta di una caratteristica di fatto unica nell’aviazione civile. A volare sono circa un centinaio di persone. Il pontefice, il seguito (una trentina di persone), i giornalisti nazionali e internazionali (una sessantina), lo staff di Alitalia dedicato ai voli speciali.

Qual è stato il primo volo papale?
Come ricorda la rivista di bordo di Alitalia «Ulisse» il primo collegamento «vaticano» è stato quello di Paolo VI a bordo di un DC8. «L’autorizzazione all’atterraggio la diede direttamente re Hussein di Giordania dalla torre di controllo». Da allora ogni volta che il velivolo entra in un nuovo spazio aereo il Papa — direttamente o attraverso il comandante — saluta e benedice il capo di Stato e la popolazione della nazione alla quale appartiene quello spicchio sorvolato.

Chi copre i costi del viaggio?
Il volo, di fatto privato, è pagato dal Vaticano. Gli inviati (o meglio: i loro quotidiani) pagano una tariffa secondo gli standard della Iata, simile a quello di una poltrona in Business (anche se i cronisti volano nel retro, in Economy). Le redazioni acquistano i biglietti da un’agenzia di viaggi del Vaticano che a sua volta gira una quota ad Alitalia. Come ricorda il vaticanista John Allen Jr per il viaggio Roma-L’Avana-Washington (su Alitalia) ai giornalisti è stato chiesto di pagare 2.700 euro, mentre per la rotta Washington-New York-Filadelfia-Roma (su American Airlines) circa 2.000 euro, per un totale di 4.700 euro. Moltiplicato per 70 giornalisti fa 329 mila euro.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1637567750-3-crai.gif

L’aereo viene riconfigurato in ogni volo papale?
Dipende dal pontefice. Quando non c’erano i sedili reclinabili a 180° si rendeva necessario far riposare il Papa in un letto durante i voli intercontinentali: per questo le prime file venivano smontate per far spazio a un materasso. Poi bisogna soddisfare le richieste dei vari pontefici. Mentre con Bergoglio le cose sono all’insegna della moderazione. A Kansas City c’è il museo della TWA con il letto installato per il viaggio nel 1979 di papa Giovanni Paolo II. In ogni caso, fanno sapere da Alitalia, c’è un minimo di intervento che spesso consiste nei poggiatesta col simbolo del Vaticano, lo stemma del papato sulla carlinga dell’aereo, l’affissione di un quadro (la Madonna di Bonaria, protettrice dei navigatori e che ha dato il nome alla città di Buenos Aires), un crocifisso.

Il Papa vola anche con altre compagnie?
All’interno degli Usa i pontefici si affidano a un colosso come American Airlines, mentre prima volavano con TWA (assorbita da American Airlines nel 2001). Proprio TWA ha ribattezzato un suo Boeing 767 «Shepherd 1», cioè «Pastore 1», per ricordare l’«Air Force One» presidenziale, mentre da altri la stessa TWA era stata trasformata in «Travel With Angels», viaggiare con gli angeli.


© Riproduzione riservata