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Archeologia: rostro Battaglie delle Egadi torna a Levanzo

https://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/29-09-2022/1664442909--news-ragusa.jpg&size=629x500c0 Archeologia: rostro Battaglie delle Egadi torna a Levanzo

PALERMO, 29 SET È stato trasferito dall'ex Stabilimento Florio di Favignana a Levanzo, uno dei rostri della Battaglia delle Egadi, recuperato, circa due anni fa, nelle acque dell'arcipelago. Ad accogliere l'arrivo del reperto, oltre al sindaco del Comune di Favignana Isole Egadi Francesco Forgione e al vicesindaco Vito Vaccaro, il Soprintendente del Mare Ferdinando Maurici. Il trasporto è stato effettuato con mezzi e uomini dell'Area Marina Protetta e, in particolare, con l'utilizzo di un veicolo totalmente elettrico.
    "Una grande emozione aver collocato anche qui a Levanzo uno dei rostri recuperati proprio al largo di Capo Grosso: ricorda una storia millenaria che ha segnato il Mediterraneo ha dichiarato il sindaco Forgione E noi che ci troviamo in questo mare, vogliamo non solo tutelarlo, nelle sue bellezze ambientali, ma anche valorizzarlo nella sua memoria storica.
    Dopo aver collocato un rostro in esposizione nel Castello di Punta Troia a Marettimo, siamo riusciti a trasferire questo importante reperto anche a Levanzo, poiché il nostro obiettivo resta quello di lavorare per offrire un turismo di qualità in cui si intreccino storia, cultura, difesa dell'ambiente e del mare. Oggi iniziamo un percorso: l'area che ospita il rostro sarà allestita come spazio museale che, a breve, inaugureremo".
    Per il sopraintendente del mare Ferdinando Maurici "Era un atto dovuto per la comunità di Levanzo. Tutte e tre le isole ora hanno una testimonianza storica eccezionale perché il ritrovamento di questi rostri, recuperati dal mare dove si combatté la celebre battaglia nel 241 a.C. che segnò la vittoria dei romani nella prima guerra punica, è stata una delle scoperte più sensazionali dell'archeologia mondiale di questo primo scorcio del XXI secolo, dovuta alla genialità di Sebastiano Tusa". (ANSA).
   


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