Attualità Ragusa

Arte, le opere Ali Hassoun alla Locanda Don Serafino di Ragusa

Ali Hassoun, artista libanese naturalizzato italiano, pittore figurativo che svaria dalla matita all’affresco, passando per l’olio e l’acquarello

Ragusa - “Mi affascina la figura umana”. Nomadismo e contaminazione. Attraversando una ideale frontiera fra Oriente e Occidente nei dipinti.
E’ in mostra, alla Locanda Don Serafino di Ragusa, una personale di Ali Hassoun (Sidone, Libano, 1964), artista libanese naturalizzato italiano, pittore figurativo che svaria dalla matita all’affresco, passando per l’olio e l’acquarello.
Una borsa di studio gli permise, nel 1984, di lasciare il Libano per dedicarsi alla sua passione per l’arte, coltivata tra Roma, Siena, Firenze e infine Milano, dove lavora e vive dopo una laurea in architettura.

Nelle sue opere Ali Hassoun raffigura personaggi dell’Islam o dell’Africa, soprattutto donne, ritratte in pose spontanee, catturate in un gioco di citazioni colte e di rimandi indiretti tra figura e sfondo.
I personaggi che animano i suoi lavori sono pastori arabi, studenti delle scuole coraniche, cabalisti, vecchi saggi e africane vestite con tessuti dai colori sgargianti che si muovono in uno scenario in cui il paesaggio è sostituito da un fondale artefatto, citazione di celebri capolavori della storia dell’arte.

La mostra ragusana è curata dal gallerista Maurizio Cascone e riporta in Sicilia un artista che nella cultura figurativa siciliana ha trovato tanti rimandi: “C’è più architettura araba a Palermo che nel mondo arabo”, osserva Ali Hassoun, che durante la sua esperienza sufi alla Confraternita di Gabriel Mandel, a Milano, tradusse per Franco Battiato i versi del poeta Ibn Ḥamdīs, uno dei massimi esponenti della poesia araba di Sicilia, nato a Noto nel 1056, amato da Leonardo Sciascia. Battiato nel 2011 mise in musica quei versi in "Diwan: L’essenza del reale", un omaggio sincero a una cultura dimenticata.


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