Attualità Fiale in scadenza

Astrazeneca: il Nord vuole le dosi siciliane, 50mila già donate alla Puglia

Quasi la metà di quelle arrivate sull’Isola sono ancora in frigo, verso l’ok dell’Aifa al vaccino di Oxford per i 50enni

Quasi la metà di quelle arrivate sull’Isola sono ancora in frigo, verso l’ok dell’Aifa al vaccino di Oxford per i 50enni

 Ragusa - Resta alta la disponibilità di AstraZeneca, e dunque la diffidenza. Anche a livello nazionale: ne è stato somministrato il 78% delle dosi distribuite (5,1 milioni su 6,6 milioni). In Sicilia la percentuale più bassa, il 53%; segue la Basilicata al 60%. E allora le regioni del Nord, Lombardia e Piemonte in testa, hanno chiesto di poter ricevere le fiale rifiutate sull’Isola, avendone iniettate senza problemi circa il 90%. Pure Veneto ed Emilia Romagna sono pronte e prendersi quelle siciliane. Nei loro magazzini c’è penuria, tanto che l’Aifa pensa di estendere ufficialmente Astrazeneca dai 50 anni in su, abbassando di 10 anni l’asticella della “raccomandazione”. Forse non è un caso che siano i territori che hanno più patito l’epidemia Covid. Nell’ultima settimana sono state fatte più di 3 milioni di punture, ma in tutta Italia restano da coprire ancora oltre 500mila over 80 e un milione e mezzo di over 70.

Il governo però contrasta questo “federalismo vaccinale”, consapevole che le proiezioni sulle forniture delle case farmaceutiche da qui ai prossimi mesi permettono di respirare: su base nazionale abbiamo accantonato più del 27% delle dosi, anche per non dover correre ai ripari con i richiami per oltre un milione mezzo di cittadini. E poi l’esecutivo conta di smontare lo scetticismo, se non altro perché è ormai da qualche settimana che non si registrano più decessi “sospetti”. O almeno ci contava fino a qualche ora fa, visto che è di oggi la notizia di 50mila dosi siciliane di Astrazeneca inutilizzate in viaggio verso la Puglia, l’unica regione virtuosa del Sud che ne è rimasta a secco. Anche stavolta la linea del rigore del generale Figliuolo è dovuta scendere a patti con esigenze e reclami degli enti locali: la task force siciliana sta già censendo le boccette in scadenza sull’Isola per dirottarle su Bari.


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