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Astrazeneca, rischi e richiami: 7 domande che si fanno tutti, e le risposte

Gli effetti della seconda dose, la possibilità di un altro siero, i sintomi da attenzionare, la prevenzione di eventi avversi: cosa dice la scienza

Astrazeneca, rischi e richiami: 7 domande che si fanno tutti, e le risposte

 Ragusa – Sono ancora troppe le incertezze che riguardano il vaccino AstraZeneca, almeno a giudicare dalla perplessità mostrata verso il vaccino anglo svedese da parte del pubblico non solo siciliano. Di seguito le risposte, tratte dalle note ufficiali dell’Agenzia italiana del farmaco, a tutti i principali dubbi sorti in questo periodo, a seguito dei decessi sospetti.

Chi ha già ricevuto la prima dose Astrazeneca, può ricevere la seconda con un altro vaccino? A questa domanda l'Aifa risponde che "non ci sono ancora dati sulla intercambiabilità tra diversi vaccini", per cui chi si sottopone alla vaccinazione alla prima dose continuerà a utilizzare il medesimo vaccino anche per la seconda dose. L'indicazione vale per qualunque vaccino, anche Pfizer e Moderna. Al momento, nel mondo, solo in Francia è stato deciso che i soggetti sotto i 55 anni che hanno ricevuto la prima dose con Astrazeneca faranno il richiamo con Pfizer o Moderna.

C’è il rischio di trombosi anche dopo la seconda dose? «Al momento - si legge nel parere della Commissione tecnico scientifica - non esistono dati sul rischio correlato alla seconda dose in quanto al momento essa è stata somministrata solo ad un numero limitato di soggetti».

A quali reazioni avverse prestare attenzione? I tecnici avvertono dell’importanza di riconoscere in maniera tempestiva i segnali degli eventi avversi legati alle trombosi. Infatti «riconoscendo i segni precoci dei coaguli di sangue e delle piastrine basse e trattandoli precocemente, gli operatori sanitari possono aiutare le persone colpite da questi eventi nel loro recupero ed evitare complicazioni». Utile prestare attenzione a fiato corto, dolore al petto, gonfiore delle gambe, persistente dolore addominale, mal di testa e vista offuscata.

Entro quanto tempo possono manifestarsi? Tali eventi sono stati osservati per lo più entro 14 giorni dalla prima dose di vaccino.

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Esistono trattamenti preventivi per evitare effetti collaterali? Alla luce dei dati disponibili, avverte la Cts, «non è possibile esprimere raccomandazioni circa l’individuazione di specifici fattori di rischio, e nel contempo non sono identificabili trattamenti preventivi degli episodi trombotici».

Quali sono i soggetti più a rischio? L’associazione con gli eventi trombotici «non è stata riscontrata nei soggetti di età superiore a 60 anni, nei quali l’incidenza dei casi a seguito della vaccinazione risulta addirittura inferiore rispetto a quella attesa». Paradossalmente il vaccino potrebbe persino avere un “effetto protettivo” per questa fascia di età. A oggi, la maggior parte dei casi rari è stata segnalata in persone sotto i 60 anni e prevalentemente nelle donne.

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Gli altri tipi di vaccino hanno problemi analoghi? Al momento non sono stati identificati analoghi segnali di rischio di eventi trombotici «per i vaccini a mRNA», ovvero quelli di Pfizer-BionTech e Moderna. Non è invece ancora possibile esprimere un giudizio, precisa la Cts, in merito ad altri vaccini che utilizzano piattaforme vaccinali virali.


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