Attualità Modica

Caos nei pronto soccorso a Modica e Vittoria

Il personale in servizio non è in grado di assicurare le prestazioni sanitarie

Caos nei pronto soccorso a Modica e Vittoria

Modica - A Modica e Vittoria l’emergenza sanitaria non è solo il Covid. Tracollano i pronto soccorso sotto il segno dei pochi sanitari rimasti e stremati da turni massacranti, ben oltre il limite orario consentito. Gli ospedali, nell’area di emergenza, sono allo stremo.
Non bastassero i disagi quotidiani, tra contingentamenti e disservizi, adesso il rischio è quello dei pronto soccorso in tilt, complice anche la procedura dei tamponi del Covid che costringono ad allungare i tempi d’attesa ai pazienti e il loro accesso nell’area di emergenza. Sfoghi disperati che sono un segnale di cedimento del sistema.

Il manuale è una cosa, la pratica un’altra. I numeri sono impietosi e fotografano la situazione ambientale attuale di serio rischio.
Al “Maggiore” di Modica sono rimasti quattro medici di pronto soccorso per garantire le turnazioni di 24 ore, a fronte delle 13 unità previste. E dire che la nuova pianta organica prevede 17 unità! Al momento, una fantasia da commediografo.
Se Atene piange Sparta non ride. A Vittoria la situazione non migliora. Appena sei i camici bianchi rimasti a fronteggiare le emergenze. Dovrebbero essere 13. E sarà ancora peggio. Nei giorni scorsi ha rinunciato all’incarico il medico di pronto soccorso vincitore del concorso bandito lo scorso anno. Con questi numeri la prima assistenza diventa sempre più difficile da assicurare.
L’azienda sanitaria aveva provato a metterci una pezza, disponendo il distacco dei medici internisti, ma chissà per quale motivo il tentativo è abortito. Poi si è proceduto con le cosiddette prestazioni aggiuntive, cioè quelle attività aggiuntive erogate a pagamento.
Ma è allarme. Si deve correre ai ripari. La carenza di personale medico continua a permanere.
E’ così, ci sono medici di pronto soccorso che da oltre quattro anni e mezzo non vanno in ferie, saltando i riposi, andando incontro a gravi inadempienze contrattuali con situazioni di rischio per i pochi operatori sanitari, pressati dalla massa di pazienti, ma anche con rischio per i malati.

Quale possibile soluzione, allora? Si invocano i concorsi per assumere nuove leve. Perché a Ragusa non si bandisce? Perché celarsi dietro la difesa d’ufficio che non ci sono medici disponibili e che quindi non servirebbe il ricorso al bando di concorso?
Difficile non provare il sentimento d’invidia quando si pensa che all’ospedale San Marco di Catania, l’ultimo concorso, ha destinato altri 28 medici di pronto soccorso. Altre aziende si stanno organizzando per accaparrarsi i pezzi pregiati.
A frenare un’altra facile soluzione al problema ci si mette pure la burocrazia che impedisce, fino a prova del contrario, ad alcuni medici in servizio in altri pronto soccorso, di avere il via libera alla richiesta di mobilità. Un mistero.

Eppure, sia il pronto soccorso dell’Ospedale “Guzzardi” di Vittoria diretto dal primario Carmelo Scarso e il Pronto Soccorso di Modica, diretto dal primario Romualdo Polara, hanno garantito una forte funzione centralizzata di 'bed management' basata sulla rilevazione costante di alcuni semplici indicatori (accessi, tempi di permanenza in pronto soccorso, occupazione dei posti letto, degenze medie) che li collocano in prima fascia di merito.
L’appello è urgente o il sistema tracolla. Urgono i medici di pronto soccorso, non collaboratori amministrativi. Chi può agire, lo faccia presto.
Dictum sapienti sat est. Al saggio basta una parola.


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