Attualità Carlo Cracco

Carlo Cracco produrrà il vino con la comunità di San Patrignano

I ragazzi della comunità produrranno 10mila bottiglie di ’Colle Giove’ il primo vino realizzato con le uve dell’azienda agricola dello chef stellato

Carlo Cracco produrrà il vino con la comunità di San Patrignano

Carlo Cracco ha scelto gli ospiti della Comunità di San Patrignano per produrre il primo vino della sua nuova etichetta Vistamare. l’Azienda Agricola Vistamare, sorge sulle colline di Santarcangelo di Romagna (paese natale della moglie Rosa), comprende 16 ettari di terreno (di cui 5 di vigneto) e l’ex giudice di Masterchef lo ha aperto con la moglie Rosa da un paio d’anni.
Per amore, per business, per passione, fatto sta che dai fornelli stellati del suo ristorante Cracco a Milano, alla vigna e alla cantina sui colli riminesi, per chef Carlo Cracco e per la moglie Rosa Fanti, il passo è stato breve. E così che dallo scorso Ottobre 2020 un’altra delle stelle della cucina italiana è diventata anche produttore di vino, in una nuova avventura enoica
Ora arriva un nuovo incontro legato dal vino, quello annunciato lo scorso 14 Settembre tra Carlo Cracco con i ragazzi della Comunità di San Patrignano. Lo Chef Carlo Cracco sceglie la comunità di San Patrignano per intraprendere un nuovo percorso nel mondo del vino. Le uve della vendemmia 2020 e 2021 dell’azienda agricola Vistamare di Carlo e Rosa Cracco, infatti, saranno vinificate dai ragazzi facenti parte della Comunità. Nasce così il rosso Colle GioveColli di Rimini Rosso Doc da vitigno Sangiovese e Cabernet Sauvignon, di cui verranno prodotte 10 mila bottiglie che verranno commercializzate per il mese di ottobre.

«Quando le cose buone fanno anche del bene, è una doppia soddisfazione»: hanno dichiarato Carlo Cracco e la moglie Rosa Fanti. “Abbiamo scelto di collaborare con San Patrignano per questo progetto perché è una realtà che conosciamo da tanti anni e che apprezziamo particolarmente, non solo per la sua vocazione sociale, dedita al recupero e al reinserimento dei ragazzi in difficoltà, ma anche per la grande qualità dei loro prodotti, dai formaggi, al tessile, ai prodotti da forno”.
Roberto Bezzi, presidente della cooperativa agricola San Patrignano, ha commentato la scelta del celebre chef con grande ottimismo: “Si è trattato di una bella sfida per i nostri ragazzi. Essere scelti per un nuovo progetto commerciale, per di più da uno chef tanto conosciuto dal grande pubblico quanto riconosciuto dalla critica, è un’incredibile carica di fiducia per la nostra cantina che metterà tutta se stessa per dar vita a vini di livello”.
La cantina di San Patrignano si occuperà del controllo delle uve, delle varie fasi di vinificazione, così come dell’affinamento e dell’imbottigliamento finale. Al lavoro ci saranno circa settanta ragazzi guidati dalla saggia consulenza di Luca D’Attoma, enologo toscano di fama internazionale, che opera nella cantina della comunità dal 2019.

L’amicizia tra lo chef stellato e la comunità fondata da Vincenzo Muccioli è nata però da tempo. Ed è stata consacrata a tavola da due edizioni della charity dinner organizzata da San Patrignano: la prima risale all’estate del 2018, mentre la seconda si è tenuta l’anno successivo. Due cene e due sold out a tavola per raccogliere fondi per coprire parte dei costi sostenuti per i pasti quotidiani degli oltre mille ragazzi di Sanpa. Un’amicizia che ora si consolida con un brindisi.
La comunità di San Patrignano è una comunità terapeutica di recupero per tossicodipendenti: un luogo di altruismo e di rigenerazione dove ricostruire la propria identità e il proprio futuro sulle basi di valori solidi e genuini.
 


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