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23/03/2023 10:28

Carlo e la luna

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Era il sacrista della Chiesa Madre di Scicli

di Un Uomo Libero.

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Carlo e la luna
Carlo e la luna

Scicli – Pochi uomini a Scicli hanno raggiunto il grado di notorietà di Carlo, il sacrista della Chiesa Madre.

Lo conobbi bambino quando prima frequentavo il catechismo e poi da ministrante.

Carlo era più vecchio di me di alcuni anni ma non lo dimostrava per quel suo eterno viso di bambino. Diventammo subito amici e la nostra amicizia fu per sempre.

Con me era premuroso, quasi materno. Lo legava un affetto spontaneo e generoso che poi, crescendo, fu la chiave del suo successo con la gente.

Carlo è stato per più di sessant’anni il vero “volto” della Chiesa Madre, nonostante i parroci e gli arcipreti che nel tempo si avvicendavano.

Ricordavamo, ormai invecchiati, i dispetti che da ragazzo faceva a mons. Guarino, ieratico e ascetico arciprete a ogni suo rimprovero o a Padre Cancelli. E ridevamo fino alle lacrime.

“Ti ricordi quando…” attaccava così con leggerezza ed io annuivo perché spesso gli ero stato complice.

Carlo ormai è volato al cielo privandoci di una memoria che è stata parte della nostra storia e della storia della città.

Voglio ricordarlo con quel suo viso di monello cresciuto che, negli anni Cinquanta, mi offriva pezzi di zucchero da sgranocchiare davanti alla porta della Chiesa Madre nelle sere d’estate mentre mi additava una luna diafana in un cielo ancora azzurro. Nel suo fantastico mondo alternativo lo zucchero si trasformava in sale e la luna in una grossa stella.

Voglio ricordarlo, in quest’addio sofferto, col suo sorriso di sempre, ormai angelo di un paradiso che non potrà essergli negato perché ultima meta dei semplici.