di Ansa
PALERMO, 17 OTT In Sicilia sono 63 mila le micro e
piccole imprese a rischio per lo choc economico che vive il
Paese; oltre 165 mila i posti di lavoro in pericolo. La crisi
energetica potrebbe oscurare un sistema produttivo in enorme
difficoltà che sta spingendo la Sicilia al collasso.
  Â
Confartigianato lancia appelli, incontra la politica, in cerca
di aiuti concreti a supporto di una rete imprenditoriale sempre
più sofferente con 165 mila addetti nelle piccole e micro
aziende, con un futuro ormai incerto nei comparti maggiormente
esposti. Sin da prima delle elezioni, i vertici di
Confartigianato hanno incontrato i vari candidati, facendo una
forte azione di lobby. Scatta ufficialmente un appello alla
deputazione regionale e nazionale affinché “Nessuna impresa
chiuda”. L’organizzazione si prepara alla manifestazione
unitaria a Palermo del prossimo 7 novembre. Uno studio
dell’Osservatorio economico di Confartigianato, individua 10
comparti manifatturieri con una più elevata intensità di
utilizzo di gas ed energia elettrica. Si tratta dei settori
maggiormente energivori dei minerali non metalliferi (ceramica,
vetro, cemento, refrattari, ecc), carta, metallurgia, chimica,
raffinazione del petrolio, alimentare, bevande, farmaceutica,
gomma e materie plastiche e prodotti in metallo. (ANSA).
  Â
© Riproduzione riservata