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Cos’è successo dov’era giallo e ora quasi rosso: il nostro video dossier

Il peggio degli ultimi due mesi in Italia, postato in Rete dagli stessi cittadini

Il peggio degli ultimi due mesi in Italia, postato in Rete dagli stessi cittadini

 Ragusa – Ne abbiamo diffuse nelle ultime settimane di immagini, dalla Sicilia e da tutta Italia, di strade e ristoranti pieni all’insegna dell’IoApro. Ma ciò che accade nel Paese rischia di ripercuotersi dentro l’Isola, con la circolazione di merci e persone. Già dalla seconda metà di gennaio abbiamo visto la trattoria bolognese con i clienti urlanti “libertà, libertà”; e quella bergamasca con i cori “fuori, fuori” all’indirizzo della polizia. E ancora una decina di giorni fa, a San Valentino, canti e balli nei locali emiliani, lombardi e liguri. Non parliamo di Napoli dove oltre alle resse in piazza e sul litorale, ci sono pure le risse notturne post-coprifuoco a spargere meglio il Covid. Sarà un caso ma Emilia-Romagna, Liguria e Campania sono tornate arancioni (con decine di comuni in arancione “scuro”); l’Abruzzo, dov’è accaduto lo stesso, è a un soffio dal rosso; e la Lombardia è un morbillo di decine di red zone istituite tra Brescia, Bergamo e Cremona. Ecco - nel video che alleghiamo in fondo - come hanno passato il fine settimana a Castrezzato, nel cremonese: blindati dalle forze dell’ordine tra le proprie quattro mura, mentre noi brindavamo al bar. Il vero miracolo è a Roma dove, nonostante le folle scorrazzanti ovunque da almeno due mesi, riesce ancora a tenersi gialla.

Lo stesso il calcio: pare che i media si siano accorti solo domenica scorsa dei maxi assembramenti ricreati dai sedicenti tifosi sui piazzali davanti agli stadi, quando già a metà mese Ragusanwes denunciava il fenomeno, presente anche in Sicilia, sostenendo l’inutilità di chiudere gli impianti a queste condizioni. Se avete cliccato su uno a caso dei contenuti linkati avete la video dimostrazione n l’di ciò che non va fatto, neanche in fascia di rischio bassa. Adesso mentre l’Isola si gode il giallo sole, tanti comuni al centro nord sono sull’orlo del lockdown. Purtroppo un comportamento scellerato al di fuori dell’Isola può ripercuotersi anche nel suo delicato equilibrio interno, a causa dei contagi di ritorno e dei pericoli di emulazione. Sono finiti i tempi dei controlli e delle multe,  e da inizio mese, complice il clima più caldo, è già tornata una voglia di mare e di passeggiate all’aperto che l’ultimo weekend ha “contagiato” pure il lungomare di Marina di Ragusa. Per quanto possibile, tocca tenere ancora duro: sarebbe un peccato mortale sciupare tutto ora, soprattutto perché la provincia iblea si è sempre distinta tra quelle più virtuose.     


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