Attualità Domanda aperta

Covid, perché i siciliani non si vaccinano?

La Sicilia è diventata un caso: aiutateci a rispondere

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/27-08-2021/covid-perche-i-siciliani-non-si-vaccinano-500.jpg Covid, perché i siciliani non si vaccinano?

 Ragusa – Non può essere una questione di arretratezza culturale perché è un terra culla della civiltà, che ha espresso geni assoluti in ogni campo a partire da Archimede in poi. Se nel mondo fossimo tutti giarranatesi - non esattamente al centro del mondo e noti soprattutto per la cipolla - oggi avremmo vinto il Covid. Non bastano neanche i decessi sospetti registrati a inizio campagna, per spiegare la strana riluttanza della Sicilia verso i vaccini anti Covid: da tempo non se ne registrano più e Pfizer e Moderna hanno ormai completamente soppiantato Astrazeneca. La psicosi avrebbe dovuto coinvolgere inoltre altre regioni, giacché è stato escluso che sull’Isola circolasse un lotto difettoso: perché la Sicilia è sempre stata quasi sempre ultima da quando il piano vaccinale è cominciato?

La domanda che titola l’articolo è rivolta ai lettori, perché noi di Ragusanews non riusciamo più a trovare una risposta. Quel terzo della popolazione dell’Isola che, dopo 8 mesi di campagna, non ha ancora ricevuto nemmeno la prima dose avrà pure qualche parente, amico, conoscente vaccinato e in buona salute, con cui si sarà confrontato, se non si fida di quello che raccomandano medici e scienziati. Forse non proteggeranno al 100% al virus, ma neanche si può dire che facciano male o uccidano, altrimenti oggi assisteremmo a una strage. Da qualche settimana i sieri non sono più considerati “sperimentali” ma ufficialmente e definitivamente approvati dalla Fda come farmaci efficaci a tutti gli effetti.

Da lunedì tornano mascherine all'aperto, 4 commensali non conviventi al tavolo nei locali al chiuso, il 25% di capienza massima in stadi e palazzetti. Ma neanche la minaccia di restare senza stipendio e ai margini della vita sociale è riuscita a convincerli. Il perché di tanta e tale diffidenza è un mistero insondabile. Una paura irrazionale, ammantata da ideologismi che denunciano solo la scarsa conoscenza della Costituzione e ciò che c’è al fondo del rifiuto: la fobia pura. Come chi salta sulla sedia alla vista di un geco o un di ragnetto. In 53 giorni netti siamo passati da 58 nuovi contagiati e zero decessi al giorno a 1409 positivi e 9 morti. Cosa è successo? A questa domanda possiamo rispondere.

Il 5 luglio l'Isola, passata in zona bianca il 21 giugno e la zona bianca, l'1 luglio le frontiere aperte a tutti, l' 11 luglio con la finale degli Europei dopo una serie di “notti magiche”, 4 giorni il bollettino: 353 nuovi contagi in 24 ore. Le rianimazioni erano ancora al 3% di capienza, i reparti ordinari al 5. Altri dieci giorni, il turismo è al massimo, la popolazione sull’Isola raddoppia a 10 milioni e i nuovi contagiati il 5 agosto sono 831, le terapie intensive al 6%, medica al 12 contro il 4 di media italiana. E poi feste, matrimoni, funerali. Il resto è storia recente, col rientro sull’Isola anche dei pochi siciliani andati a passare le ferie altrove, a incrementare ulteriormente la circolazione del Covid. La vocazione turistica della Sicilia è senz’altro un buon motivo per render conto dei contagi, ma resta la domanda sulla diffidenza verso il vaccino, Covid in particolare. Forse qualcuno pensa ancora che col caldo il virus si trasmetta di meno?


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