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Covid, riaperture in base ai vaccinati: quasi tutti superano la Sicilia

La bilancia del virus: contagi e ricoveri scenderanno automaticamente, con l’aumentare del numero di immunizzati

Covid, riaperture in base ai vaccinati: quasi tutti superano la Sicilia

 Ragusa - Se si riaprirà, come dice il premier Draghi, in base non solo ai contagi Covid ma anche al numero di vaccinati tra gli anziani e le categorie più a rischio allora Veneto, Lazio e Molise potrebbero essere in pole position per tirare su le serrande di bar e ristoranti a ora di pranzo, ma anche per ripopolare piscine, palestre, cinema e teatri. Sono queste le regioni che, incrociando i dati delle somministrazioni e della diffusione dell’epidemia, potrebbero ambire ad aprire prima degli altri perché sono già avanti con il piano vaccinale. Per ora si tratta di concessioni speciali, per le sole attività ristorative, che il governo potrà far subentrare già dalla prossima settimana all’interno delle aree che resteranno comunque arancioni, almeno sino a fine mese, pur con dati da zona gialla.

Del resto, con tanta popolazione vaccinata, a quel punto contagi e ricoveri dovrebbero diminuire da soli e l’abbassamento della fascia di rischio seguire in maniera fisiologica. La Sicilia è indietro rispetto al resto d’Italia, come quasi tutto il Sud. “Mancano solo i vaccini” dice il governatore Musumeci facendo spallucce, ma non è vero: le scorte in cassa adesso ci sono, è il caos dei numeri sballati la vera spada di Damocle sulla sua amministrazione. Ad oggi le fiale in conservazione nei magazzini siciliani sono quasi 236mila. Del milione e passa arrivato, segnalato sul report ministeriale, ne è stato inoculato l’80%: il dato pone la Sicilia 18esima, su 21, per quantità e rapidità delle iniezioni nonostante abbia ricevuto la 7° fornitura più grande del Paese. Solo Calabria, Basilicata e Puglia stanno facendo peggio.

E’ comprensibile che sulle poche decine di migliaia di prenotazioni del target 65-69, aperto dalla Regione nel weekend, influiscano i 7 sospetti decessi post Astrazeneca registrati in Sicilia sulla decina riportati finora in tutta Italia: quanti avvenuti in tutta la Gran Bretagna ma su 18 milioni di vaccinati, non sui circa 200mila che hanno ricevuto il siero di Oxford sull’Isola. Per la scienza è una coincidenza, una casualità. Al momento le iniezioni vanno avanti al ritmo di circa 15mila al giorno tra le varie categorie coinvolte: per arrivare all’obiettivo delle 30mila si conta su medici di famiglia, prolungamento dell'orario dei centri vaccinali, utilizzo delle farmacie. Tutte novità che subentreranno man mano nel piano, con i loro tempi, possibilmente già nel corso della settimana. 


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