Attualità Piano in frenata

Covid Sicilia, angosce e raccomandazioni paralizzano la campagna vaccinale

L’ansia per gli effetti collaterali e le nuove istruzioni per l’uso rischiano di svuotare gli hub

Covid Sicilia, angosce e raccomandazioni paralizzano la campagna vaccinale

 Ragusa – Nonni e nipoti, dopo l’hub, ora vanno insieme dal dottore a farsi controllare: la paura è tornata, o forse non se n’è mai andata. Anche tra i più anziani. Già il cambio di nome in Vaxzevria, il 30 marzo scorso, aveva insospettito molti: la strategia di marketing per risollevarsi dalla mazzata mediatica dei decessi si è rivelata controproducente. Come controproducente si sta rivelando l’alt del governo, che in tre giorni ha sconfessato quanto ha sempre assicurato: cioè che AZ agli over 60 fosse solo un “suggerimento”.

Le nuove “raccomandazioni” per l’uso si sono abbattute come una mannaia nel weekend sulla campagna vaccinale, paralizzata dall’angoscia delle controindicazioni oltre che dalle stesse direttive, che ora limitano fortemente l’utilizzo dei sieri a vettore virale. L’Isola è ridiscesa sotto le 50mila vaccinazioni al giornoe non si schioda dal terzultimo posto della classifica percentuale: tornerà il problema di smaltire le scorte, per non far scadere gli oltre 100mila sieri AstraZeneca in giacenza dei circa 350mila conservati in freezer.

E non sarà facile risolverlo per almeno tre motivi: la nuova ondata di psicosi; la possibilità di iniettarlo solo agli over 60, già recalcitranti e sorpassati dai giovani; e lo stop anche i richiami AZ per gli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose. Una mossa, quest’ultima, che finirà con l’inibire pure i più anziani: gli Open Day siciliani rimasti aperti per loro sono andati quasi deserti e, in tutta Italia, sono ancora 7,4 milioni gli ultra 60enni che devono ricevere il vaccino Astrazeneca, metà dei quali la prima dose. Bisognerà rimpinguarne in fretta le scorte di Pfizer e Moderna se non si vuole retrocedere ancora in graduatoria.


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