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Covid Sicilia, i prossimi comuni a rischio zona arancione

In decine di paesi i vaccinati raggiungono a malapena il 70%

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 Ragusa – Da ieri sono tre le zone arancioni in Sicilia, unica regione in Italia ad adottare finora la tattica delle mini “orange zone” calcolate non nelle percentuali di positività e ospedalizzazione ma nel rapporto contagi/vaccinati. Una relazione che andrà a breve aggiornata sulle terze dosi, visto che la protezione del doppio ciclo sta rapidamente diminuendo nei primi “immunizzati”. Intanto, fino a mercoledì 24 novembre incluso, sono in arancio: Limina e Monforte, nel messinese; e Nicolosi, nel catanese. Non è che scattino chissà quali restrizioni: mascherina all’aperto e limite di 4 persone ai tavoli di bar e ristoranti ad eccezione dei conviventi (a questo link le faq in dettaglio).

Come annunciato da Ragusanews una settimana fa, la tecnica scansa-giallo sarà di nuovo quella delle macchioline scure già adoperata in estate ed probabile che da qui a Natale ne spuntino altre a causa della variante Delta, della scadenza della protezione anticorpale, l’asticella dell’immunità collettiva è stata innalzata dal governo dall’80 al 90% della popolazione, e pure Palazzo d’Orleans è stato costretto ad adeguare i parametri delle sue zone arancioni: Limina ha infatti quasi l’86% di residenti vaccinati con una dose e l’83% con due. Diverso il discorso per Monforte, dove in effetti solo il 73% ha ricevuto una dose e il 70% due.  

In base al report Dasoe, se i contagi continuassero ad aumentare, i prossimi comuni a rischiare di tingersi di scuro potrebbero essere: Valdina (70% una dose, 67% due), Savoca (67% una dose, 63% due) e Gaggi (65% una dose, 61% due) in provincia di Messina; Castel di Iudica (72% una dose, 68% due) e Sant’Alfio (74% una dose, 72% due) in quella di Catania; e Francofonte (72% una dose, 68%  due) nel siracusano. I richiami booster hanno cifre ancora minime per essere valutate, come prima o poi dovrà accadere.

Strano che il provvedimento non abbia ancora interessato Fiumedinisi e Alì, ancora nel messinese, dove hanno ultimato il ciclo appena il 48 e il 54% di abitanti. Non parliamo delle isole che dovevano essere "Covid free": Lampedusa e Linosa arrivano al 75%; Pantelleria, Lipari, Malfa e Santa Marina Salina sfiorano il 70%; Leni è al 65%. Non si salverebbero neanche i capoluoghi Messina (70%), Trapani (76%) e Siracusa (77%). Ragusa ha superato l’88%: sul territorio ibleo l’infezione è più che contenuta e la buona copertura vaccinale non lascia intravedere orizzonti arancioni.


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