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Covid: Sicilia tra le ultime in zona bianca, rallenta il calo dei contagi

La frenata percentuale è fisiologica: le curve settimanali confermano il buon trend ma il bianco, quando arriverà, sarà ormai inutile

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 Ragusa - I dati della settimana appena conclusa sull'andamento dell’epidemia Covid continuano a mostrare segnali favorevoli ma la Sicilia non entrerà in zona bianca prima del 21 giugno, quando ormai non conterà più nulla: quel giorno stesso il coprifuoco cadrà a livello nazionale e le progressive riaperture programmate a giugno annullano di fatto ogni distinguo con l’area gialla. L'Ufficio statistica del Comune di Palermo comunica che i contagi sono 2.659, il 6,3% in meno della settimana precedente quando si era registrata una diminuzione di quasi il 33%: è l'incremento settimanale più basso da ottobre.

Il rallentamento percentuale è fisiologico e dovuto agli ormai bassi numeri di partenza: grazie ai vaccini il virus ha ricevuto un duro colpo, anche se non ancora quello di grazia. Gli attuali positivi sono 9.883 (solo lo 0,7% dei quali in terapia intensiva): 3.045 in meno in 7 giorni; e gli isolamenti domiciliari 9.334, 2.874 in meno. La zona bianca resta comunque in avvicinamento, anche perchè i contagi però fanno sempre meno testo, essendo la reinfezione sempre possibile. L’occhio deve andare agli ospedali, e anche dai ricoveri giungono buone notizie: ora sono 549, 171 in meno di cui 37 in rianimazione.

Il numero dei guariti (209.849) cresce di 5.624 persone: il tasso di guarigione è pari al 93% rispetto al 91,6% di una settimana fa. Solo i morti sono leggermente aumentati, 80 contro 76: 5.819 decessi in tutto, per un tasso di letalità fermo al 2,6%. Mantenendo la media degli ultimi giorni non è impossibile scendere per tre settimane di fila, prima del monitoraggio del 18 giugno, sotto la soglia de 50 casi su 100mila abitanti. Il punto è che, indipendentemente dal raggiungimento dell’obiettivo, per quella data sarà ripresa ormai ogni attività e sarà  bianca tutta Italia: le prime tre zone sono partite oggi; da qui a metà giugno si estenderanno in mezzo Paese; dalla settimana ancora successiva, la terza del mese, toccherà a gran parte delle restanti regioni, tranne forse qualche isolata eccezione.


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