Attualità La grande lista

Covid Sicilia, vaccino al veleno: è rissa su chi viene prima

Cogli la prima dose: polemiche più contagiose delle varianti, tutti contro tutti sul “diritto” all’iniezione

L'ospedale di Marsala, nel trapanese, affollato di vaccinandi

 Ragusa – Anche in Sicilia le infezioni dovute alla variante inglese del Covid hanno ufficialmente superato quelli dal ceppo originario, destinato all’estinzione come nel resto del Paese e del mondo: già al 18 febbraio scorso, secondo il monitoraggio di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, la prevalenza della mutazione britannica superava il 55%, addirittura oltre la media italiana del 54. L'Isola è anche una delle 3 regioni in cui pare riscontrata pure la presenza della variante sudafricana: manca solo quella brasiliana tra le new entry, che galoppa invece in Italia centrale. I dati però fanno un baffo al bollettino pomeridiano di contagi, ricoveri, decessi e tassi vari: anche ieri le curve siciliane non hanno subito impennate, anzi tutte le voci sopraelencate sono scese. Gli scienziati continuano giustamente a seguire le mutazioni del Coronavirus ma per i cittadini il problema vero, e non recente, resta quello dei vaccini.

C'è però una buona notizia anche su questo fronte: la fornitura prevista in Sicilia per il mese di marzo è aumentata di circa 100mila fiale, portando la dote mensile complessiva di Pfizer, Moderna e Astrazeneca a poco meno di 240mila possibili inoculazioni. Ma a dispetto delle lamentele sulle forniture ad oggi, sul report nazionale del governo, ne figurano ancora ben 220mila nei nostri frigo in attesa di non si sa cosa per essere scongelate. E’ su queste - mentre sono ancora in fila gli over 80 - che sta divampando ora una autentica lotta di classe. Scuole private contro pubbliche, maestre d'asilo contro baroni universitari, camerieri e fattorini contro deputati dell'Ars. Ogni categoria scorge nell’altra un privilegio, un favoritismo, una corsia preferenziale o un abuso dell'altra: anche nella stessa cerchia di aventi diritto ci sono priorità e si fanno distinguo, che com’è noto scontentano tutti.

E’ battaglia per chi verrà dopo i disabili gravi, passati avanti nella lista proprio grazie alle proteste. I cassieri dei supermarket attaccano gli avvocati, meno esposti all'infezione. L’assessore Razza scarica il barile su Palazzo Chigi, ma è convinto che "si è molto più sicuri in un negozio che segue le regole che non in un'aula di tribunale". Che invece non le segue? I confederati sventolano le cifre Inail sulle infezioni nei posti di lavoro e minacciano lo sciopero: interessante vedere quanti commessi li seguiranno, dopo che la maggior parte ha finalmente riacceso il registratore di cassa. Nonostante, tra furbetti e privilegiati, sembra esserci tutto tranne che il rischio di astensionismo, Palazzo d’Orleans ha appena rilasciato un nuovo spot, allegato in fondo all’articolo, che invita la popolazione a insistere a prenotarsi. Pure se non ha ancora capito bene quando arriverà il suo turno. 


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