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Denise: Angioni,malavitosi dicevano avere spie nella polizia

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MARSALA, 31 GEN "Nei primi anni Duemila, alcuni malavitosi, nel corso di conversazioni intercettate, affermavano di poter contare su informatori e spie nel commissariato di Mazara del Vallo e nella Questura di Trapani. Alcuni di loro dicevano: quando dovevamo avere perquisizioni della polizia lo sapevamo prima, adesso con i carabinieri non è più così". Lo ha detto Maria Angioni, ex pm alla Procura di Marsala, sotto processo davanti al Tribunale marsalese, per false informazioni a pubblico ministero nell'ambito delle indagini sul sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa a Mazara del Vallo il primo settembre 2004, quando aveva poco meno di quattro anni. Il 3 maggio 2021, ai pm di Marsala Angioni ha parlato di "depistaggi" che sarebbero avvenuti alla fine del 2004, quando coordinava insieme all'allora procuratore capo Antonino Silvio Sciuto e altri colleghi. Per i dubbi sulla fedeltà della polizia, le indagini sul sequestro di Denise furono, quindi, revocate al commissariato di Mazara e affidate ai carabinieri della sezione di pg di Marsala, con i quali c'era un rapporto diretto e giudicati "fedeli". Alla polizia, ha detto l'ex pm, furono affidate solo deleghe per accertamenti "marginali".
    "In un'altra intercettazione ha continuato Angioni abbiamo ascoltato uno dei due vertici di commissariato di Mazara e questura di Trapani, non ricordo chi dei due, affermare di voler 'far saltare' il procuratore Sciuto. A quelle parole, il collega Andrea Mosca sobbalzò, dicendo 'gli vogliono mettere una bomba', ma era chiaro che non si trattava di questo. E infatti, qualche tempo dopo, dopo che la commissione del Csm si era pronunciata favorevolmente sulla domanda di Sciuto di andare a dirigere la Procura di Trapani, poi il plenum non lo nominò". L'ex procuratore Sciuto, adesso in pensione, è uno dei testi che la difesa ha citato nel processo alla Angioni. (ANSA).
   


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