Teschi, femori e una barca con una scritta in arabo. E poi: "Ossa di morti al cioccolato"
di Redazione
Ribera – Il post mette insieme una tradizione dolciaria siciliana con una delle più grandi e dolorose tragedie del nostro secolo come i naufragi che provocano migliaia di morti l’anno. E’ il “dolce” preparato da una pasticceria di Ribera che propone la provocazione e il post social “Naufraghi. Ossa di morti al cioccolato”.
Commenta Don Antonio Nuara, il parroco dell’Immacolata: «Mi hanno segnalato una pubblicità fatta su Facebook da una nota pasticceria di Ribera, disumana e di pessimo gusto. Ve la descrivo: c’è un barcone con dentro tante ossa e teschi. E la scritta: “Naufraghi!!! Ossa di Morti al cioccolato”. Il riferimento è palesemente chiaro: si riferisce ai tanti extracomunitari morti naufraghi nel Mare Mediterraneo. C’è una tradizione siciliana di produrre dolci detti “Ossa dei morti”. Ma fare un riferimento con i tanti disperati che fuggono dalla loro terra in cerca di un futuro più umano è di pessimo gusto. E nello stesso tempo mette in evidenza una cultura che sempre più viene fuori: “pur di fare soldi o affermare il proprio pensiero tutto è lecito”. E all’occasione si mette in gioco tutto: la religione e le Istituzioni. Anche i drammi dell’uomo, se possono essere occasione di sfruttamento, diventano pubblicità e veicolo di guadagno. E se l’uomo intravede che i suoi istinti possono produrre ricchezza, diventano attività normali (vedi l’industria del porno). Sarebbe auspicabile che, la Ditta chiamata in causa, oltre a cancellare subito la pubblicità, ne diversificasse la produzione. Tutti i morti meritano rispetto e in particolare questo pezzo di umanità che drammaticamente ha concluso la sua esistenza dentro un Mare che i Romani definivano “nostro”, ma che oggi ha preso la connotazione di essere anche “mostro”».
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