Attualità Le reazioni

Dpcm ancora da firmare già scontenta: regioni contro il no agli spostamenti

Malumori anche nella maggioranza sullo stop ai ricongiungimenti: resta un solo tentativo per cambiare la norma in extremis

Malumori anche nella maggioranza sullo stop ai ricongiungimenti: resta un solo tentativo per cambiare la norma in extrem

 Ancora dev'essere ufficialmente illustrato da Conte, nella conferenza di stasera, ma la bozza del nuovo Dpcm già suscita numerose critiche. Non solo quelle, scontate, del centrodestra ma anche in Italia Viva, all’interno della maggioranza. E soprattutto da parte di alcuni governatori locali, che non riescono a inghiottire il boccone amaro dello stop, tra un paio di settimane, agli spostamenti tra comuni e regioni: la novità più importante tra quelle che saranno introdotte da domani per rush anti Covid di fine anno. I più duri sono i presidenti di Liguria e Puglia."Mi auguro davvero che questa bozza del dl, visto l'effetto che sta facendo, venga modificata - twitta Giovanni Toti da Genova -. Perché qui invece del buon senso tanto auspicato vedo solo del NON SENSO. E non mi pare che in Europa qualcun altro abbia fatto una cosa simile: perché un cittadino di una regione gialla non può andare a festeggiare il Natale con un proprio familiare in un comune accanto?".

Un divieto addirittura "surreale" per il collega pugliese, Michele Emiliano: "Se uno abita a Roma può muoversi in diverse località, se è di Bari un po' meno ma ci riesce, ma se uno abita in comuni di pochi abitanti è come vivere a Ventotene durante il fascismo" la sua analisi. "Il governo fa a modo suo - taglia corto -, ma le regioni hanno esigenze diverse". Il pericolo è che già da domani, i vari amministratori locali inizino a piantare le proprie bandierine colorate sulla mappa appena ridipinta integralmente in giallo dal governo, con tanti differenti "Natali" in base alle situazioni del loro territorio, aumentando la confusione e ricreando a loro modo quella difformità di trattamento rimproverata a Palazzo Chigi.

L’ultimo confronto prima della firma, nel pomeriggio, si annuncia dunque tanto teso quanto decisivo: non è ancora detto che gli enti locali non riescano a strappare qualche concessione in extremis. Anche il governatore lombardo Attilio Fontana scende nell'arena, attaccando le anticipazioni della bozza piu' nel metodo che nel merito: “Sanno che il confronto tra le Regioni è fissato per le 10 del mattino e ci chiedono di dare risposta entro le 11? - domanda polemicamente -. Dal momento che vengo interpellato, mi venisse anche concesso il tempo per dire la mia a ragion veduta" conclude, contestando anche i dati vecchi e superati che sarebbero stati utilizzati per ridisegnare lo scenario generale e stabilire le nuove restrizioni.


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