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Ecco la rottamazione quater. Per cartelle esattoriali e tasse non pagate

Parla il viceministro dell’Economia, Laura Castelli

Ecco la rottamazione quater. Per cartelle esattoriali e tasse non pagate

Roma - Cartelle esattoriali, il Governo Conte ha pronte tre linee di intervento. La più significativa è una nuova rottamazione delle cartelle, la rottamazione quater, che dovrebbe consentire, così come le precedenti che arrivano fino al 2017, di regolare i conti con il fisco pagando tutte le imposte dovute a rate (fino a 72 nell’arco di 6 anni per importi inferiori a 100 mila euro) senza pagare sanzioni e interessi. In ballo ci sarebbero i debiti fiscali relativi agli anni 2018 e 2019. A questo proposito, ampi settori della maggioranza (Pd e 5 Stelle in prima fila) suggeriscono di raddoppiare il numero delle rate in modo da diluire ulteriormente il carico pendente. Potrebbero rientrare nel paniere della sanatoria anche i carichi relativi ad anni precedenti che fanno parte della montagna di cartelle congelate lo scorso anno per la pandemia.

Il secondo spezzone della sanatoria riguarda il 2020. «Dovremo trattare in modo straordinario tutte le posizioni maturate lo scorso anno a causa di questa pandemia» ha spiegato in più di una circostanza il viceministro dell’Economia, Laura Castelli, anticipando le intenzioni dell’esecutivo. Si ipotizza, in questo caso, di andare incontro alle categorie colpite da chiusure e restrizioni (e impossibilitate a pagare le tasse) di versare quanto dovuto godendo, anche in questo caso, di forti rateazioni, sconti e abbattimento di interessi e sanzioni.

La terza pista riguarda la necessità di “pulire” il magazzino dell’Agenzia delle Entrate dai ruoli inesigibili antecedenti al 2015. «Costa troppo e riguarda in gran parte soggetti falliti, deceduti, imprese cessate, da cui lo Stato non può più riscuotere» confida una fonte del Mef. Il magazzino complessivamente vale quasi 1.000 miliardi ma il fisco può, in teoria, mettere le mani su appena 74 miliardi. In questo caso si pensa ad una operazione di “saldo e stralcio”.

Viene offerta al contribuente una via d’uscita generosa: cancellazione delle cartelle in cambio del pagamento di una quota bassa dell’imposta netta, senza oneri aggiuntivi. Il piano di sanatorie serve, tra l’altro, a dare respiro al Paese. Proprio oggi molte attività (tra le altre turistico-alberghiero, termale, trasporti, ristorazione e bar, cinema e teatri, sport, istruzione, parchi divertimento, eventi, sale giochi e centri scommesse) sono chiamati alla cassa per i versamenti ordinari di Iva, ritenute e contributi previdenziali e per la ripresa del 50% delle somme dovute dei tributi sospesi da marzo a maggio per la pandemia.


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