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Ecco la sabbia sahariana vista dal satellite: è la causa dell'afa

Il "cielo giallo" sull'Italia. Le foto satellitari della sabbia sahariana

Ecco la sabbia sahariana vista dal satellite: è la causa dell'afa

Una cappa di sabbia giallastra avvolgerà fino all'inizio della prossima settimana gran parte dell'Italia e dell'Europa del Sud già alle prese con temperature fino a 40°. E' una depressione a vortice che si è installata sul Mediterraneo tra Francia e Spagna a calamitare i venti (Scirocco e Libeccio, in particolare) che dalle dune del Sahara sollevano la polvere del deserto e la trasportano a migliaia di chilometri di distanza. Migliaia: la sabbia del Sahara in questi giorni, spinta dalle correnti della troposfera, sta arrivando fino alle coste degli Stati Uniti, almeno 9mila chilometri a una quota di crociera quasi da aereo di linea (6mila metri), il che rende una passeggiata l'attraversamento del canale di Sicilia.

Si sta insomma ripetendo, quanto a dimensioni, il fenomeno "Godzilla" della scorsa estate quando grazie ai satelliti è stata tracciata e fotografata la più grande nuvola di sabbia sahariana degli ultimi 20 anni mentre attraversava l'Atlantico. Le immagini sono state catturate dai satelliti Sentinel del programma europeo Copernicus, di Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea, e da Aeolus dell'Esa.

Ogni anno, a partire dalla tarda primavera, la polvere del deserto del Sahara è sollevata dai venti e dai temporali che la trasportano in atmosfera per tutta l'estate fino all'inizio dell'autunno, ma l'anno scorso il fenomeno ha raggiunto dimensioni record rispetto alle rilevazioni degli ultimi 20 anni, da qui il battesimo con il nome del mostro Godzilla. Secondo l'Ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani (Noaa) la nube di polvere del 2020 era il 60-70% più vasta del solito. Imponenti anche i dati di questi giorni, raccolti anche dalla Nasa: sono in viaggio, si calcola, 182 milioni di tonnellate di sabbia in gran parte proveniente dal Ciad. Una parte del carico finirà anche sull'Amazzonia.

Effetti anti-uragano
L'aria secca e le raffiche di vento legati a questa migrazione di sabbia ostacola la formazione degli uragani che si appoggiano invece su aria calda e umida. Inoltre le nubi di sabbia regalano, riflettendo i raggi del sole al crepuscolo, grandiosi scenari all'alba e al tramonto.


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