Attualità Santa Croce Camerina

Emigrati comisani a Punta Secca: «Non vediamo l’ora di tornare in Belgio»

Le lagnanze dei turisti non arrivano solo alla redazione di Ragusanews

 Santa Croce Camerina - La spiaggia più famosa d’Italia, quella della frazione camerinese di Punta Secca, merita più attenzione e servizi. La denuncia non viene dalle lettere inviate alla nostra redazione (che, ricordiamo, non sono prese di posizione di Ragusanews ma uno spazio aperto senza censure a ogni lettore) ma da una analoga denuncia - corredata delle foto allegate - inviata una decina di giorni fa al sito PrimaStampa. “Abbiamo preso casa per un mese - afferma una coppia venuta dal Belgio, lui originario di Comiso - per goderci il meraviglioso mare del ragusano, ma non vediamo l’ora di ritornarcene a casa. Siamo delusi dallo stato di abbandono in cui versa la spiaggia” dicono riferendosi ai rifiuti abbandonati bellamente sul litorale, ma anche all’accumulo di prati di posidonia.

Sarà anche una pianta preziosa per l’ecosistema marino santacrociano ma - contrariamente a quanto affermano i vigili - nulla vieta, come avviene regolarmente in altri lidi, di ammassarla momentaneamente in alcuni spazi rendendo fruibile alla balneazione il resto del bagnasciuga. Un’altra coppia tedesca di Francoforte, anche lui originario di Comiso, che ha affittato una villetta accanto a casa di Montalbano, si è messa d’accordo con altri affittuari per sopperire alle mancanze del Comune e - in soli 10 metri di sabbia - hanno raccolto numerosi sacchi di spazzatura, portati a riva – va detto – non solo dall’inciviltà di bagnanti e natanti, ma anche dalle mareggiate. Anche il loro figlio piccolo, Francesco, ha partecipato alla missione, trasformando una giornata di vacanza in una proficua lezione di ecologia ambientale.

Tra i materiali di risulta: buste di plastica, mozziconi di sigaretta, tappi, lattine, residui di asfalto, detriti edili e addirittura pezzi di cemento con ferri arrugginiti sporgenti. PrimaStampa riporta un altro disagio, lamentato anch’esso da alcuni nostri lettori in queste settimane. Il primo è l’inquinamento acustico, sotto forma di allarmi di sicurezza che risuonano incessantemente di notte ma anche di schiamazzi dei giovinastri fino all’alba, quando esiste un intero capitolo dedicato all’argomento al Capo V del “Regolamento della polizia urbana” - Pubblica quiete e tranquillità delle persone - che sanziona amministrativamente i disturbatori. Forse, turisti che sborsano mille euro a settimana solo per soggiornare da queste parti, meriterebbero più attenzione.


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