di Ansa
CATANIA, 09 OTT Osservare e monitorare i vulcani
anche nei luoghi difficilmente accessibili, come le aree
impervie dell’Etna e all’interno delle grotte di scorrimento
lavico. Da oggi, spiega l’Istituto nazionale di geofisica e
vulcanologia, e’ possibile grazie a una rete di sensori per il
monitoraggio di grandezze fisiche in luoghi difficilmente piu’
remoti. Il progetto EtnaNet di Ingv, StMicroelectronics e
l’universita’ di Catania ha preso il via nella grotta Micio
Conti, che si trova nella Riserva naturale integrale “Complesso
Immacolatelle e Micio Conti” gestita dall’ateneo, dove è stato
installato un kit di monitoraggio. Il progetto EtnaNet e’ stato
illustrato, tramite un video, all’edizione 2021 della Maker
Faire Rome, la fiera che unisce scienza, tecnologia,
innovazione, con la descrizione del monitoraggio di parametri
ambientali e geofisici per la ricerca scientifica in ambienti
tanto significativi quanto critici per la trasmissione dei dati
e per la gestione dell’alimentazione.
“Il video spiegano Alessandro Bonforte e Roberto Maugeri
dell’Ingv e Rosario Catania di St mostra l’utilizzo di un kit
di trasmissione a radiofrequenza con tecnologia LoRa (Long
Range) prodotto da St, composto da una scheda che fa da Nodo,
che contiene i sensori e il modulo di trasmissione dati, e una
scheda che fa da Gateway, che riceve questi dati e li immette in
una rete cablata Lan e anche su internet se viene collegata ad
un modem. Questo sistema osservano offre grandi potenzialità
per creare infrastrutture che possono sostenere la comunicazione
di tanti sensori dislocati anche a distanza tra loro e in zone
remote o non facilmente accessibili”. (ANSA).
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