Attualità Il fenomeno siciliano

Furbetti dell’esonero, fioccano le richieste di dispensa dal vaccino Covid

Medici di base e specialisti assediati dai cittadini, ogni scusa è buona per scansare il braccio

Medici di base e specialisti assediati dai cittadini, ogni scusa è buona per scansare il braccio

 Ragusa - Se ci sono professionisti che, con ogni evidenza, certificano infermità e menomazioni inesistenti, visti i tanti falsi invalidi che spuntano periodicamente; figurarsi se non c’è chi ha sottoscritto pure la dispensa dal vaccino Covid per il proprio amico paziente, così da togliergli ogni noia col green pass. Da tempo i camici bianchi denunciano l’escalation di violenza nei loro confronti e le continue minacce degli assistiti che pretendono l’esenzione dalla dose per ogni genere di malanno - dalla psoriasi all’orticaria, dai problemi cardiovascolari all’ipertensione – quando in verità la si pratica pure a chi ha il tumore o l’Hiv.

Ma a due settimane dall’entrata in vigore del green pass a lavoro, le pressioni si stanno facendo sempre più insistenti e pericolose: in qualche caso, denuncia l’Ordine, si arriva persino alle lettere degli avvocati e alle ritorsioni personali. Nell’Isola dove quasi un milione di residenti non ha ricevuto nemmeno una puntura, le richieste di esonero volano: sono 20mila solo quelle arrivate ai 4mila medici di famiglia siciliani. Ma le Asp non possono controllare quanti ne siano stati già rilasciati, perché la Regione non ha ancora un database per censirli, come prevede il ministero della Salute. In base alle direttive Iss, al momento ha diritto alla deroga dal siero chi soffre di «specifiche condizioni cliniche documentate». In realtà non c’è mai stato un elenco ufficiale di patologie e ogni singolo caso è rimesso alla valutazione del vaccinatore o del medico di base: tuttavia, quelle davvero controindicate si contano sulle dita della mano.

Certo c’è il serio rischio che, nel dubbio, lo specialista sia più propenso a firmare per il no che per il sì, onde evitare beghe giudiziarie in caso di sfortunate reazioni avverse. E’ qui che possono sorgere abusi, perché la motivazione clinica dell’esenzione non va specificata nel documento cartaceo ma archiviata digitalmente «attraverso i servizi informatici vaccinali regionali» di cui, appunto, Palazzo d’Orleans è privo. Al momento è possibile verificare soltanto i sanitari non vaccinati e finora, in questa categoria, di oltre 200 esenzioni richieste ne sono state approvate appena 46. Per tutti gli altri, i controlli sono a macchia di leopardo.


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