Delle volte emigrare, non è obbligatorio, ma è una necessità
di Lino Bellia

Firenze – Ho avuto la possibilità di fare scegliere – per mio conto – alle passioni. Le quattro passioni di sempre – bicicletta, disegno, fotografia, scrittura – che ancora oggi: vive, perdurano. Dopo le scuole superiori, il corso di laurea di mio interesse era presente nell’Ateneo di Palermo e anche in quello di Reggio Calabria.
Decisi per il meglio per me, anche nel difficile, nelle complicazioni oggettive: venni a Firenze, città della rinascenza, che sempre tale è.
Ho portato diversi ragazzi di Sicilia a correre qui in Toscana, uno di loro ha avuto magnifica carriera, carriera a tutti nota.
L’età per emigrare per passione ciclistica è quella della categoria Allievi del secondo anno, dopo diventa troppo tardi e molto difficile trovare collocazione.
Spendo il mio interesse per Giulia Bonelli perché le riconosco educazione adeguata e doti cristalline nell’esercizio del ciclismo. Credo possa avere una possibilità reale qui in Toscana per svolgere un’esperienza in terra di ciclismo da sempre. Ora è il momento giusto per stabilire dei collegamenti per un futuro possibile, oltre le prove e le gare in Sicilia. Anche se tesserata con una società ciclistica di Noto – quella di Giampaolo Caruso – qui è attesa di già. Qui è la sede dell’Università del ciclismo.
Il Team Zhiraf Guerciotti è squadra di vertice nel panorama del ciclismo femminile nazione e anche internazionale e sono felicissimo essere l’artefice di questo progetto.
Delle volte emigrare non è obbligatorio, ma è una necessità. Se si hanno doti e determinazione, l’andare via è l’unica possibilità per mettersi alla prova. Non entusiasmano le facilità, la soddisfazione è domare le difficoltà.
Seguirò Giulia in questo percorso che ho io stesso determinato.
La seguirò meglio ora che quando è in Sicilia, perché la squadra è qui, dove io risiedo da 50 anni.
Nella fotografia in gallery con Letizia Paternoster, più volte campionessa mondiale su pista.
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