Attualità Caccia al virus

Il Covid sommerge l’Isola, Musumeci lo cerca nelle fogne

Le infezioni salgono, la Regione aderisce alla rete per monitorane la presenza nelle feci

Le infezioni salgono, la Regione aderisce alla rete per monitorane la presenza nelle feci

 Ragusa - La Sicilia partecipa alla rete nazionale dell’Iss per il monitoraggio della presenza del Coronavirus in campioni di acque reflue prelevati nelle condutture nelle fognature e prima che entrino negli impianti di depurazione, così da individuare precocemente l’eventuale circolazione di massa del Covid in un’area ed intervenire in tempo isolandola. Il prof. Francesco Vitale, ordinario di Igiene all’Università di Palermo, benedice “la possibilità di studiare e individuare in modo anonimo, aggregato e rapido” rispetto al tampone e al test sierologico “la presenza di infezioni nella popolazione: la sorveglianza della diffusione può essere integrata, nei casi in cui il patogeno sia escreto anche con le feci, con la ricerca del microrganismo o parti di esso nelle acque di scarico” e “la via di escrezione fecale è chiamata in causa anche per il virus pandemico".

Nelle regioni dove è già cominciato, il monitoraggio non ha prodotto finora risultati rilevanti ma - al netto dell’effettiva utilità a fini di arginare un contagio in gran parte già avvenuto - il lavoro non è campato in aria e avrebbe una certa utilità nel supportare i radar dei tamponi se le Asp coinvolte, tra cui quella della provincia di Ragusa, avessero abbastanza mezzi e operatori da impiegarvi, considerati i tanti impegnati nella campagna vaccinale, e che altri compiti di controllo e osservazione dell’epidemia, come i parametri del tracciamento, sono miseramente falliti. I gestori dei servizi idrici integrati del territorio non sono obbligati a dare una mano e hanno aderito al progetto solo su base volontaria. 


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