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Il grande ritorno sui grandi schermi di Sophia Loren: La vita davanti a se

La star ha accettato di tornare sul set diretta dal figlio Edoardo Ponti in una storia di amore e integrazione, tratta dal bestseller di Romain Gary

Il grande ritorno sui grandi schermi di Sophia Loren: La vita davanti a se

Sophia Loren, a 83 anni, finalmente è tornata a far emozionare il suo pubblico in La vita davanti a sé, diretta da suo figlio Edoardo Ponti, l’unico che potesse riuscire a riportarla davanti una macchina da presa e con cui l'attrice aveva già lavorato nell’esordio di lui Cuori estranei. A 16 anni di distanza dall'ultima interpretazione da protagonista ritorna con un film con un messaggio di tolleranza e di amore. Nel cast Renato Carpentieri, l’esordiente Ibrahima Gueye e Abril Zamora. Edoardo l'ha convinta a tornare a recitare. “Sono rimasta lontana tanti anni dal set, non me ne sono neanche accorta. Avevo bisogno di riposare, di silenzio, di veder crescere i miei figli. Perché io non li ho visti tanto crescere. Ho vissuto una vita in famiglia, quella di una signora che ha lavorato un po’ e si è ritirata. Ma quando è arrivato Edoardo con la storia di Madame Rosa, ho cominciato a rimuginare. Per me il cinema è essenziale, e ho voluto riprendere perché la storia valeva la pena. Era importante per me e per la mia vita. Madame Rosa mi ricordava mia madre, anche lei era così. Era una donna che parlava molto e si faceva sentire, era un’artista, suonava il piano. Quando sono arrivati gli americani ha fatto le cose belle che poteva fare con la sua bellezza e il suo talento”.

Il film tratto da best seller di Romain Gary girato a Bari
Il film che ha segnato il grande ritorno sui grandi schermi di Sophia Loren, ambientato a Bari è tratto dal romanzo omonimo di Romain Gary. Racconta la storia di Madame Rosa, un'ebrea sopravvissuta all'Olocausto, che ha un passato da prostituta e cerca di tirare avanti in una Bari popolare ospitando bambini con situazioni difficili in un asilo fondato da lei. A cambiarle la vita ci penserà il piccolo Momò (l’esordiente Ibrahima Gueye), che prima prova a derubarla al mercato e subito dopo, su consiglio del dottor Cohen, lei deciderà di aiutare, costruendo con lui un rapporto fatto di sostegno, amore e scoperta e superando i pregiudizi e le difficoltà della vita. Il film andrà in onda su Netflix dal 13 novembre. Sceneggiare per il cinema il romanzo di Gary, pubblicato nel 1975 e vincitore del premio Goncourt, non è stato facile, racconta il regista: «Essendo un libro molto bello non volevo lasciare fuori neanche una pagina. Abbiamo deciso di focalizzare l'attenzione sul rapporto di amicizia tra Madame Rosa e Momò, che è bellissimo, sono due esseri che si somigliano nonostante le grandi differenze».

Al contrario del libro, ambientato a Parigi, il film è stato girato in Italia: «Bisognava trovare una città che avesse le stesse caratteristiche del romanzo pur essendo in un paese differente, che contenesse etnie diverse, religioni e culture, che avesse le giuste caratteristiche estetiche e che contenesse la luce e i colori della vita». Così, dopo un lungo scouting, si è optato per Bari.

Amore e tolleranza
Il messaggio di La vita davanti a sé voleva essere proprio questo, spiega Sophia Loren: «Comunicare tolleranza e amore. Perché tutti abbiamo il diritto di essere amati e che i nostri sogni si realizzino». La sceneggiatura è firmata da Edoardo Ponti e Ugo Chiti e nel cast ci sono anche Renato Carpentieri, Iosif Diego Pirvu, Abril Zamora, Massimiliano Rossi e Babak Karim. A firmare la canzone originale del film, Io sì (Seen) è Laura Pausini, e c’è già chi sostiene che questo brano potrebbe portare addirittura una candidatura agli Oscar. Venerdì il brano di Laura Pausini sarà in radio e uscirà il videoclip con un cameo di Sophia Loren, sempre diretto da Ponti.


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