Attualità
|
20/01/2022 16:17

In Sicilia due vulcani sottomarini semisconosciuti. VIDEO

array(1) { [0]=> string(6) "146815" }

Uno è sul Tirreno, l’altro nel Canale sulla sponda agrigentina

di Redazione

In Sicilia due vulcani sottomarini semisconosciuti
In Sicilia due vulcani sottomarini semisconosciuti

Ragusa – In Italia esiste un vulcano come l’etna-146672/”>Hunga Tonga Hunga Ha’apai, che ha causato il disastro delle isole Tonga. Si tratta del Marsili, al largo tra Palermo e Napoli, scoperto solo tra le due guerre mondiali. “Non abbiamo ancora informazioni dirette e diffuse dei vulcani attivi sottomarini – spiega l’accademico dei Lincei e presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Carlo Doglioni – specie se non emergono dal livello del mare con materiale esplosivo o effusivo. Di certo, non ha nulla a che vedere col terremoto di oggi sul Tirreno calabrese.

“Il Marsili è di notevoli dimensioni – continua l’esperto -, ma non abbiamo un sistema di monitoraggio sottomarino che ci permetta di comprenderne appieno l’attività, e nemmeno il livello di esplosività che dipende appunto dalla chimica dei suoi magmi”. Dei 10 vulcani attivi in Italia, 6 sono sul territorio dell’Isola. L’altro cratere sottomarino siciliano, attivo, è davanti alle coste di Porto Empedocle: l’ex “isola che non c’è” Ferdinandea (foto), che “insieme a Pantelleria e Linosa – comunica l’Ingv sul suo sito – fa parte di campo vulcanico poco esplorato che si è sviluppato per la dinamica distensiva attiva nel Canale di Sicilia.

Un altro vulcano sottomarino italiano è il Palinuro, in Cilento. “Il vulcanismo terrestre – conclude Doglioni – è stato particolarmente intenso e una interpretazione della grande estinzione di massa alla fine di questo periodo, tra cui anche i dinosauri, è interpretabile come un effetto del raffreddamento conseguente dell’atmosfera terrestre. Tuttavia, le eruzioni che stiamo vivendo sono effimere e non illudiamoci che siano in grado di contrastare il riscaldamento globale che stiamo vivendo come conseguenza dell’immissione antropica in atmosfera di gas serra”.