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InveceConcita: Gianni Molè, immortale nel ricordo

"Non aveva nient'altro, scoppiava di salute e temo che la negligenza dei sanitari sia in buona parte colpevole di quello che è accaduto"

InveceConcita: Gianni. Molè, immortale nel ricordo

Vittoria - E' pubblicata nel bolg di Repubblica, InveceConcita, di Concita De Gregorio, la lettera di Federica Molè, con cui viene ricordato il padre, il giornalista strocato dal Covid il 31 ottobre scorso. 

Qui il testo: "Federica Molé, 33 anni, Milano.

Ti scrivo perché sono rimasta molto colpita dal tuo ultimo articolo su La Repubblica delle Donne dove parli di immortalità e dell'importanza della trasmissione dei ricordi. Mi sono ritrovata molto in questo tuo pezzo perché anch'io, come molti, ho perso qualcuno durante questa pandemia. Nel mio caso ho perso un pilastro, un faro, l'uomo che più di tutti sapeva farmi felice.

Ad ottobre, il giorno di Halloween, mio padre, Gianni, un uomo alto 1 e 90 se ne è andato per questo maledetto virus. Non aveva nient'altro, scoppiava di salute e temo che la negligenza dei sanitari sia in buona parte colpevole di quello che è accaduto. Non l'ho potuto salutare, come scrivi tu. Difficile elaborare un lutto con queste modalità, senza aver avuto un corpo a cui rendere l'ultimo saluto. Nelle notti mi manca, lo penso, lo cerco.

E' sempre nei miei pensieri, con la luce e con il buio, ogni istante della mia esistenza è tutta rivolta a lui, ma delle volte trovo difficile ricordarmi certi momenti, certe frasi, certe movenze. Mi sforzo fino a farmi scoppiare la testa. Riesco solo a pensare a quella stramaledetta settimana, quando è entrato in ospedale e di lui abbiamo avute poche notizie sibilline.

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Lo so, mio padre è immortale dentro di me, perché si muore veramente solo quando si viene dimenticati diceva l'Allende in un suo libro di cui non ricordo il titolo. E credo che lui questo rischio non lo correrà mai, ma mi risulta ancora difficile trovare la forza per credere a tutto questo. Per ora percepisco solo la sua assenza, pesante come un macigno che mi è caduto addosso improvvisamente. Per ora sento solo che mi mancano i suoi consigli, le sue telefonate, la sua ironia tagliente.

Come si fa a smettere di tormentarsi e a iniziare a ricordare felicemente una persona che è stata tutto per te? Come si fa ad affrontare la vita sapendo che non potrai più godere dei suoi fantastici consigli? Sapendo che non ci sarà più lui a rialzarti quando cadi?"

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Nella foto, Federica con suo padre Gianni in una foto del 1989, 32 anni fa. 


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