Attualità
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11/10/2023 13:54

“Invisibili” di Bory al teatro Biondo a Palermo

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di Ansa

Calcio: Palermo; Corini, ci abbiamo provato ma è finita pari
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Il 20 ottobre, alle ore 21,
debutterà al Teatro Biondo di Palermo lo spettacolo “invisibil”
di Aurélien Bory. Repliche fino al 29 ottobre.

   
Bory, coreografo e regista francese di fama internazionale,
da sempre affascinato dalle contaminazioni linguistiche e
culturali, ha realizzato uno spettacolo che nasce dalla sua
“infatuazione” per la città di Palermo.

   
Invisibili è il risultato di diversi sopralluoghi del regista in
città, di incontri con cittadini e artisti, di riflessioni
sull’arte, la storia, le bellezze e le contraddizioni di
Palermo. Si tratta di uno spettacolo multidisciplinare di
teatro, musica e danza, che a partire dal Trionfo della Morte di
Palazzo Abatellis e da altre suggestioni legate alla città di
Palermo, sviluppa un percorso poetico sulla funzione dell’arte,
ma anche uno scavo sull’attualità, sulle relazioni, l’identità e
la complessità del contemporaneo.

   
«A Palermo – spiega Bory – l’invisibile risiede nelle tracce
sui muri, nelle strade, ma anche nei canti e nei gesti
tradizionali degli artisti che incontro. La storia di Palermo è
attraversata da importanti sconvolgimenti, cambiamenti di
paradigma provocati a più riprese da molteplici capovolgimenti,
le cui tracce hanno finito per confondersi. Ho immaginato un
fondale che riproduce il Trionfo della morte nelle sue
dimensioni reali, sei metri per sei. L’affresco rappresenta la
peste bubbonica, flagello della storia che ha duramente colpito
la città di Palermo. Ma l’opera non tratta solo della morte,
raffigurata al centro come un impressionante scheletro dalla
risata sardonica, in groppa al suo cavallo emaciato, mentre è
intenta a scoccare le sue frecce a piacimento e quasi per caso.

   
Si tratta piuttosto della sua rappresentazione. Il pittore ci
ricorda che l’arte non esisterebbe senza la consapevolezza della
morte e che ricorriamo alle rappresentazioni per parlare di ciò
che rimarrà per sempre a noi sconosciuto”.